Chi sono

GILBERTO GOBBI

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Psicologo-Psicoterapeuta –
Sessuologo Clinico

Ha operato nel settore dell’Orienta­mento Scolastico e Professionale, in équipe psico-medico-pedagogica per l’handicap, e per 18 anni in un Consulto­rio Familiare di Ispirazione Cristiana, di cui per otto anni è stato direttore. Ha insegnato psicologia per 12 anni presso la Scuola Infermieri Professionali di Verona. Ha svolto attività di ricerca nell’ambito della formazione psicoaffettiva e relazionale.
I suoi interessi da anni si sono focaliz­zati sulle dinamiche relazionali, sulle problematiche di coppia e della fami­glia e sulla sessualità.
E’ stato fondatore del Ciserpp e direttore editoriale della rivista ReS. Ha svolto attività formative per opera­tori socio-sanitari e scolastici.
Ha aperto lo Studio Kairòs di Viale Palladio n. 10 in Verona, in cui operano psicoterapeuti e psicomotricisti.
Presso lo Studio Kairòs svolge l’attività di psicoterapeuta individuale e di coppia.
E’ autore di numerose pubblicazioni e ricerche sulla formazione psicoaffettiva e la relazione di coppia, tra cui: Coppia e famiglia.Crescere insieme (1999); Il padre non è perfetto (2004); Mi serve aiuto. E se mi rivolgessi allo psicologo (2008); Vorrei dirti tutto di me (2008); Verso la vita. Percorsi di crescita per il preadolescente e la sua famiglia (2012); Sesso o amore. L’importanza dell’identità psicosessuale (2014); Sposarsi o convivere oggi. Le radici, le ragioni, gli orizzonti di una scelta (2015).

 

13 risposte a Chi sono

  1. andrea ha detto:

    ho girato parecchio, interessante…
    ma il dubbio permane sei veramente te?
    un abbraccio andrea

    • gilgobbi ha detto:

      Il mondo è piccolo, interesante e sempre presente a noi, anche dopo anni…

    • bendazzoli giorgio ha detto:

      caro dott Gilberto non saprei dire chi lei è, di certo sappia che gode della mia stima come medico e psicologo e se avrà bisogno del mio aiuto per portare avanti la sua battaglia contro questa nuova cultura del nulla che sta avanzando e per affermare la quale sicuramente si investono energie e capitali, per quanto potrò fare lo farò anche se devo pensare principalmente a cambiare mè stesso , perchè anch io ho bisogno di un pò di autostima e solo in questo modo potrò concedermela, credo di sapere cosa faccio e cosa non faccio e ciò mi aiuta molto Con simpatia un abbraccio a lei e alla sua famiglia. Giorgio

  2. nonsologiò ha detto:

    CIAO.
    Difficile la vita, complicato ogni giorno … ma avere amici capaci che ci sono facilmente e semplicemente fa sentire un pochino meglio!
    CIAO.

    • gilgobbi ha detto:

      Avere amici fidati, accoglienti, accettanti, e silenziosi, quando è necessario, è una cosa che auguro ad ognuno, perché aiuta a superare le difficoltà diverse della vita e a camminare più spediti.
      La vita è complicata, complessa ed interroga costantemente sul modo di vivere i valori ed essere coerenti. La vita vuole da noi risposte congruenti. Ciao. Un caro saluto.

  3. Francesco ha detto:

    Ho trovato per caso e letto il suo libro “Le anse del fiume”, complimenti per i punti salienti sottolineati.

    uno studente di psicologia

  4. antonella di santo ha detto:

    Buon giorno Prof. ci siamo conosciuti tantissimi anni fa presso la scuola di psicomotricita’ di Bari; ma ricordo ancora il convegno a Fabriano,la citta’ dove mi sono stabilita, con il Dott. Boscaini ben 16 anni fa. Le chiedo se organizza giornate di formazione in eta’ evolutiva, visto che lavoro presso un centro di riabilitazione. Grazie

  5. Pingback: Ashley Hale

  6. Valeria Gerla ha detto:

    Buonasera dottore, nella scuola materna di Cusago (provincia di Milano), scuola paritaria cattolica, viene letto ai bambini della classe dei tre anni il libro ‘e con tango siamo in tre’, suscitando reazioni nei nostri bimbi che ci hanno preoccupato. in vista di una riunione scolastica che si terrà settimana prossima, potrebbe segnalarci qualche contributo a sostegno del fatto che una lettura del genere sia fuoriviante per bambini così piccoli? Riteniamo infatti che si tratti di un modo sottile per instillare i fondamenti della dittatura gender, e vogliamo, come genitori, fare tutto quanto è in nostro potere per contrastare questo percorso.
    Grazie anticipatamente

    • gilgobbi ha detto:

      Il buon senso obbligherebbe la sospensione immediata della lettura da parte del personale… leggere altre favole più tranquille e far parlare i bambini su ciò che sentono e provano.
      La misura è sempre il dato di realtà, cioé la reazione dei bambini e uìil BUON SENSO.

  7. Enrica ha detto:

    Buongiorno, mi chiamo Enrica le scrivo perchè vorrei capire come posso aiutare il mio compagno che da circa 6 anni soffre di attacchi di panico e ansia. Premetto che non accetta o ha paura ad affrontare il problema, è una persona molto testarda, dice che come sono iniziati prima o poi passeranno.
    Però io lo vedo peggiorato, ora come ora va solo al lavoro per il suo forte senso di responsabilità non si dedica a nessun’altra attività. Dorme da Marzo sul divano e si lava poco, sembra quasi un inizio di depressione e non riesco a smuoverlo in nessun senso, sente sempre un peso allo stomaco, dice di avere come il diaframma bloccato, quindi fa fatica a digerire, senso di nausea, acidità, gli manca l’aria, gli sembra di non riuscire a respirare.
    I suoi attacchi sono iniziati una mattina andando al lavoro in macchina, per un certo periodo sua madre lo portava e io andavo a prenderlo la sera, proprio perchè non riusciva a guidare.
    Ho provato a coinvolgere la famiglia, (sua sorella e sua madre), ma si sono allontanate ancora di più.
    Non sono una famiglia molto unita e presente l’uno per l’altro, ognuno pensa a se stesso.
    I suoi genitori sono separati ed entrambi si sono buttati sul lavoro, trascurando un pò i figli, è stato allevato da sua nonna, che però non ama particolarmente in quanto dopo la separazione avvenuta all’età di otto anni ha vissuto da essa fino a diciotto anni, sentendosi ospite in casa della nonna materna. Non sò se questo possa aver influenzato la sua crescita.
    E’ una persona molto chiusa, introversa, anche nel periodo adolescenziale usciva poco.
    Io ho pensato di essere anche la causa dei suoi problemi, e se era cosi ero pronta ad allontanarmi, ma lui 6 anni fa quando sono iniziati i suoi problemi mi disse che non ero io la causa.
    Due anni fa mi sono arresa davanti al suo rifiuto di ogni mia proposta, “uscita per farlo svagare, attività che potessero servirgli come corsi di rilassamento o terapie” e ci siamo allontanati.
    E’ stato trasferito in una agenzia più vicino a casa, proprio per permettergli di essere autonomo e tornare a guidare, con il tempo nel giro di un anno ha ripreso la macchina per brevi tragitti, sembrava stare meglio. Qui ha istaurato un rapporto di amicizia con una collega, che sembra avesse gli stessi problemi, anche lei in un momento della sua vita ha sofferto di attacchi di panico, che sembra abbia risolto andando una sola volta da un psicologo (?).
    Da li ha iniziato a stare un pò meglio, ma con il tempo siamo entrati in crisi noi, in quanto ho scoperto che si era innamorato e dichiarato a questa collega, che non controcambiava però anche se sposata, si faceva corteggiare da lui. A certo punto mi sono intromessa, dicendo a questa sig.ra che se non gli interessava doveva finirla di prenderlo in giro, facendogli credere quello che non era. Lei si è allontanata, nel senso che gli parla poco e lo evita, lui ha dato a me la colpa di averla persa come amica. Attualmente dice di averla rivalutata come persona, in quanto è criticata da tutti i colleghi per atteggiamenti poco seri con un altro collega.
    Ho scoperto anche che andava in internet su siti di incontri, per un periodo ha messaggiato con qualche ragazza, attualmente non messaggia più ma scarica in continuazione foto di donne mature, potrebbero essere sua madre sembra un’ossessione.
    Ovviamente a messo in crisi anche me, che sono in cura da un psicologo.
    Mi sono allontanata per un periodo, ma lui mi ha chiesto di non adarmene e di tornare, così ho fatto per provare a ricostruire il rapporto, ma attualmente manca una comunicazione da entrambe le parti.
    Il nostro rapporto va avanti come se niente fosse, siamo due persone che dividono la stessa casa, lui non mi chiede mai nulla di me, e alla sera si parla solo dei suoi problemi lavorativi, abbiamo una convivenza bianca, molto spesso mi sento più sua madre che la sua compagna. Lo rassicuro nei momenti di panico e lo incoraggio nelle difficolta, ma in cambio ho una persona apatica che passa il suo tempo libero a guardare la televisione, giocare con il cellulare e dormire.
    Ogni mia proposta di uscita viene bocciata.
    Ha bloccato il suo cellulare con delle password perchè non veda chi chiama e con chi messaggia, questo mi offende molto in quanto prima non era cosi, era una persona molto aperta e senza segreti con me, è cambiato e ogni tanto lo faccio presente, lui gira la frittata dicendo che sono cambiata anch’io, in parte è vero ma non prova aricostruire il nostro rapporto, sembra quasi bloccato e nello stesso tempo non accetta una nostra separazione.
    Quando parla dei colleghi, mi accorgo che cerca in ogni modo di essere carino per farsi accettare, ma nonmostante i suoi sforzi si sente come escluso, a suo avviso è attorniato da persone che lo cercano solo nel momento del bisogno. Sul lavoro è una persona molto preparata e i colleghi lo cercano spesso per risolvere problematiche. E’ molto stimato da tutti, ma ugualmente si sente messo da parte.
    Vorrei aiutarlo, ma non si lascia aiutare.
    Credo che abbiamo bisogno di una terapia, ma è sfiduciato. Non riusciamo più a comunicare e non sò come aiutarlo. La prego mi dia un consiglio. Sono disperata!

    • gilgobbi ha detto:

      Gentile Signora, come ha visto, ho preferito risponderle privatamente.
      Certo, la ituazione è seria, ma si può riprendere la comunicazione e il cammino.
      Costa, ma occorre tentare.
      Con simpatia.

  8. Gigi Dex ha detto:

    HO LETTO le schede riguardanti l’educazione sessuale negli asili e scuole, visti i tempi che viviao lasciare in mano a maestre e maestri che non sono capaci di svolgere neanche quel poco che dovrebbero, perchè mancano di professionalità visto che l’80 per cento entra al lavoro perchè amico o parente del politico di turno, o che sono talmente isterici che spesso nelle cronache troviamo violenze e abusi ,credo che a parole possano anche sembrare delle belle cose a fatti , peccano di vuoti incolmabbili, QUANDO porti tuo figlio dal medico o tua figlia dal ginecologo , è d’obbligo la presenza di un genitore, per ovvi motivi.figuriamoci in una classe con 20 bambini che pensano solo a giocare una maestra che dovrebbe investigare se il bambino si tocca se gode o non gode(mi lasci passare il termine).le dico un’altra cosa mia figlia all’asilo si fece la cacca addosso, mi chiamarono a casa per andare io a pulirla , le maestre non potevano loro denudare e pulire un bambino. quindi le schede oms………faranno solo danni e se voi non ne siete consapevoli o siete incapaci di valutare o siete capaci ma vi interessa più la fama di aver fatto chissà quale studio progressista….P.S. mi spiega come abbiamo fatto a vivere e a crescere e procreare senza queste schede?

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