Attese e miti nella coppia – G.G. –

Attese e miti nella coppia – G.G. –

Nel cammino di formazione della coppia, dalla prima fase dell’innamoramento a quella della crisi e del possibile ridimensionamento – il lasciarsi o la conferma del legame -, rientra nella norma che ciascuno dei due idealizzi la propria coppia in funzione dei bisogni profondi, che provengono dal percorso della propria vita. Per esempio, inconsciamente e a volte non tanto, vengono richieste al partner delle risposte ai propri bisogni in nome dell’amore e della felicità di cui si ritiene di aver diritto, che lui deve elargire. Il diritto alla felicità è sentito profondamente: nella coppia lo si esige dal partner, che ha il dovere di renderci felici. Solo che si è in due ad esigere di essere felici, ciascuno per proprio conto e a carico dell’altro. Può essere un inganno in cui si può cadere senza vederne le contraddizioni, anzi, a volte, arrivando ad estreme conseguenze: dato che tu non mi fai felice, vado a cercare qualcuno che mi faccia felice, invece di domandarsi che cosa possiamo fare per renderci reciprocamente felici.
E’ la condivisione della vita quotidiana a far emergere le diversità delle due personalità e le aree di possibili divergenze e conflitti. Se tali aspetti non vengono affrontati a tempo debito e con le dovute modalità, essi si accumulano con le problematiche successive e possono far esplodere la coppia, malgrado le molteplici affermazioni e rassicurazioni iniziali di un amore eterno. Questo perché i bisogni individuali sono vissuti come dei diritti: “Io ho il diritto di avere la tua attenzione, comprensione e accettazione illimitate, condivisione dei pensieri e concordanza di comportamenti, avere la tua fiducia senza limiti o condizioni…”. Sono aspetti che pretendono una fusionalità permanente e un volere il partner “a propria immagine e somi-glianza”, a scapito della sua individualità.
Nella ricerca della fusione relazionale, gli ideali e le reciproche attese idealizzano alcuni aspetti della vita, che assumono un contenuto mitologico: sono i miti della coppia.
Tra i più conclamati miti vi sono i seguenti: la totale appartenenza l’uno all’altro, il rendersi reciprocamente felici, l’accordo perenne su tutto, la completa condivisione, una sana e ricca vita sessuale, avere figli sani e intelligenti, …
Se analizziamo questi ed altri miti, constatiamo che appartengono quasi totalmente al bisogno simbiotico e compensatorio, per cui, nella quotidianità della vita, emergono con insistenza i bisogni della propria individualità. Così nella relazione di coppia premono due esigenze, la fusionalità e l’individualità: sia l’una che l’altra sono esigenze profonde, che all’interno della stessa persona sono spesso in conflitto tra loro. Essendo presenti contemporaneamente nelle due persone, le reciproche istanze possono provocare situazioni di conflitto all’interno della coppia. L’importante è che i due si rendano conto da quale aspetto personale interiore provengono le richieste e in particolare siano capaci a riportarle sempre al dato di realtà delle due personalità, al bene reciproco e della coppia.
Ciò permetterà di trovare gli strumenti per risolvere le problematiche, attingendo costantemente a ciò che unisce e non amplificando ciò che divide, come spesso succede. Vanno sempre tenute sotto controllo le proprie attese e le costruzioni mentali, slegate dalla realtà psicologica e valoriale delle due personalità e dalla situazione contingente.
Come si vede, emerge sempre di più l’esigenza di una reale conoscenza, anche se parziale, che faciliti una profonda accettazione reciproca delle differenze. Durante il periodo di formazione della coppia – non necessariamente attraverso la convivenza – occorre costruire un cammino comune, fondato su attese condivise sia sulla coesione e sia sulla individualità, che sono i due ambiti su cui si gioca il futuro della vita della coppia.
L’amore è la sorgente da alimentare costantemente e da cui prendere. Diviene un amore vissuto nelle circostanze della vita, l’ideale di coppia che s’incarna nella quotidianità, là dove miti, attese, bisogni, ideali e valori si fondono nella ricerca del bene, individuale, della coppia e della famiglia. Il criterio di valutazione è sempre il bene. Non è semplice, ma non impossibile. Milioni di coppie, di uomini e di donne, cercano di vivere così tutti i giorni. [Gilberto Gobbi, Sposarsi o convivere oggi, Fede & Cultura, Verona 2016, pp.83/85].

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136 - 3482628125
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