IL CODICE SIMBOLICO DELLA COPPIA ODIERNA – G.G. –

IL CODICE SIMBOLICO DELLA COPPIA ODIERNA – G.G. – 

Cerchiamo di entrare di entrare nel tessuto profondo della costituzione della coppia, che sfocia nel matrimonio (civile o religioso), nella convivenza, o in altre forme.

Vi è un codice simbolico, che connota e caratterizza la particolare relazione psicoaffettiva della relazione di coppia: l’amore. L’’amore è un quid, impalpabile, ma reale, fatto da un insieme di segni e di regole, che combinandosi tra di loro permettono di comunicare un contenuto ineffabile.

L’amore stesso è un codice simbolico, perché rimanda ad altro, ad un valore, ad un significato, che va oltre i segni e le regole esterne, per indicare il contenuto misterioso del legame tra le due persone, che nel contempo trascende il legame stesso. Da sempre, o quasi, l’amore dovrebbe essere  il codice simbolico dell’unione matrimoniale e della formazione della coppia in generale. Lo è stato, almeno, a livello ideale.

Oggi, in particolare, la relazione psicoaffettiva  domina su tutti gli altri fattori, che favoriscono la costituzione della coppia (cultura, conoscenza, aspetti economici, appartenenza, sesso, ecc), richiede una tensione totalizzante e sottende a qualunque unione, che intenzionalmente sia orientata alla stabilità di una relazione, non solo matrimoniale ma anche di convivenza.  L’amore, come costitutivo della relazione psicoaffettiva, ha un suo codice peculiare, che inizia i legami, li fa crescere, continuare e anche interrompere. Per la costituzione e la continuità della coppia tutto è centrato e concentrato sul codice dell’amore, in cui predomina la dimensione affettiva.  Si potrebbe parafrasare: “Non finché morte non ci separi, ma finché io mi sentirò amato/a da te e mi sentirò di amarti”.

Il codice simbolico odierno della costituzione della coppia, quindi del matrimonio, condiziona profondamente i vari momenti della vita delle persone: quello particolarmente cruciale della scelta della persona e della  decisione di stare con lei/lui, e quelli connessi alla continuità o alla discontinuità del legame.

Le persone si trovano a costituire un nucleo familiare, che sembra non avere più legami con il passato. Sembra che ogni generazione debba fondare da capo la propria famiglia, su cui riversare le proprie attese, e che non ci si debba attenere ad usi e costumi, a norme e abitudini della generazione genitoriale. La rottura con le generazioni precedenti,  avviene sul codice simbolico e sui suoi contenuti circa il senso e il significato della costituzione della coppia e della famiglia, in cui l’aspetto affettivo tra i due era importante, ma poteva esserci e, in molti casi, anche non esserci.

Oggi a dominare è il codice psicoaffettivo e relazionale (diritto all’amore e alla felicità). L’esaltazione parossistica di tale codice porta all’esigenza di avere più partner e anche più nuclei familiari, come conseguenza coerente con il criterio dominante: “Se tu non mi dai quello di cui io ho bisogno, l’amore e la felicità, sono costretto a cercare altrove chi mi può dare amore e felicità, perché ne ho diritto”. Negli ultimi vent’anni mi sono sentito rivolgere spesso negli incontri per fidanzati e giovani coppie, la domanda: “Chi ci dà garanzia  della continuità e perseveranza dell’unione?”

 Seguendo il criterio del codice dominante, certamente non la società, neppure le famiglie d’origine.La risposta, che davo allora e che mi sento dal profondo di ripetere anche oggi, è: “La garanzia, il marchio doc, ve lo date voi, giorno dopo  giorno, mano nella mano, rinnovando la libera scelta di amarvi”.

Ritengo che in quel “mano nella mano” vi sia la sintesi di una storia di coppia, che attraversa le varie fasi della vita con la garanzia di essere continuamente e felicemente assieme, “nella buona e nella cattiva sorte”, con amore e con tanto affetto.

L’amore non ha bisogno di aggettivi, per esempio ‘vero’, perché l’amore, se è tale, è vero. Lo stesso codice dell’amore con i suoi segni, il suo linguaggio, la sua simbologia, diviene il garante della continuità della coppia e della riuscita del matrimonio, perché saranno i due a creare il clima psicoaffettivo, che favorisce la sua realizzazione, nella dinamica quotidiana dell’amore e dell’egoismo, della comprensione e del rifiuto, dell’accettazione e della misconoscenza, del dialogo e della chiusura, del perdono e del rancore. L’amore va oltre. (Gilberto Gobbi, Vorrei dirti tutto di me, ed. Vitanova, Verona 2008, pp. 23-25 – Esaurito).

 

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136 - 3482628125
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