La concezione fisicista della sessualità – Gilberto Gobbi –

LA CONCEZIONE FISICISTA DELLA SESSUALITA’ – Gilberto Gobbi –

Legata alla concezione precedente (laicizzazione, sessualità come cosa, diritto al piacere sessuale), vi è quella fisicista, che vede la sessualità come anatomia e fi­siologia, cioè come pura genitalità. In essa vi è una chiara separazione tra la fecondità e l’amore/sesso, tra l’esercizio della sessualità in funzione della procreazione e l’uso della sessualità come esercizio della co­munione e es  espressione sessuale. In tale concezione, procreazione e amore sono dimensioni della sessualità completamente disgiunte. Non hanno ragion d’essere pensate unite.

In questa linea viene proclamata la legittimità dei rapporti ses­suali di qualunque tipo, in qualunque età, in qualunque modo, con chi si ritiene op­portuno, in quanto i comportamenti sono ordinati all’espressione della comunione e dei bisogni pulsionali e teo­ricamente all’alimentazione dell’amore. Così nella loro relazione sessuale chiunque, fidanzati, giovani,  adolescenti, adulti, può esclu­dere sempre e comunque la dimensione della fecondità e utilizzare il sesso a proprio piacimento.

In ogni caso, la sessualità è sentita, voluta e vissuta come realtà dell’uomo, di ciascun uomo, come affermazione della sua autono­mia e responsabilità. Ognuno la gestisce come vuole, secondo la sua referenzialità.

Questa è una chiave di lettura molto cara ad alcuni filoni cultu­rali di stampo nord-americano, come il pragmatismo e il compor­tamentismo. Il fulcro dell’impostazione si fonda sull’essenziale con­siderazione delle componenti e delle espressioni biologiche della sessualità: l’uomo appartiene al regno animale, pertanto, il suo comportamento e le sue implicazioni etiche vanno collocate in tale contesto.

Così, in sede “scientifica”, questo è un modello interpretativo, assai apprezzato:  ciò che conta è la quantificazione degli aspetti ses­suali, poiché una sessualità quantificabile è meno soggetta a insidie di giudizi e di opinioni “morali”, come buono/cattivo, giu­sto/sbagliato, lecito/illecito. Fattori determinanti sono i parametri bio-fisiologici. Di conseguenza, di fronte ai comportamenti sessuali, la “nor­malità” è stabilita dalla norma statistica, in base a criteri della maggiore o minore frequenza, del maggiore o minore piacere.

Sotto l’aspetto etico ci si trova di fronte ad una posizione agnostica,[1]  che non risolve, negandolo o ignorandolo, il problema della scelta etica. Tra l’altro, una scelta agnostica è pur sempre una scelta.

[1] L’agnosticismo è la concezione filosofica, che, ritenendo il sapere umano del tutto relativo e fondato sul dato empirico, teorizza l’inconoscibilità dell’assoluto. Così si dimostra indifferente, estraneo e non interessato a situazioni sociali, politiche, religiose. Non vuole entrare nel loro merito per dare una valutazione.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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