ASPETTI DELL’IDENTIFICAZIONE PSICOSESSUALE FEMMINILE – Gilberto Gobbi –

ASPETTI DELL’IDENTIFICAZIONE PSICOSESSUALE FEMMINILE – Gilberto Gobbi – 

Un primo aspetto è relativo alla donna/madre. Innanzitutto vi è l’esigenza che la madre si senta, si perce­pisca e si viva donna e proietti ai figli che l’essere donna è un valore. Ciò comporta che vi sia una buona identificazione della madre tra la propria identità corpora e quella psicolo­gica. Le eventuali difficoltà, titubanze e insicurezze della madre con se stessa vengono percepite, in particolare,  dalla figlia. Il sentirsi e viversi donna da parte della madre proietta sulla figlia un’immagine di sicurezza e di tranquillità, che facilita in lei l’identificazione con la propria identità psicofisica. Altrimenti viene rimandata una immagine confusa e non ben identificabile, che certamente non  facilita il lavorio psicologico della figlia.

Vi un altro aspetto importante, spesso viene trascurato, che è connesso alla stessa bambina. Come la donna/mamma ha  bisogno di essere riconfermata nella sua identità psicosessuale di donna dal suo uomo, così anche la figlia/donna necessita di essere riconosciuta e con­fermata nella sua femminilità dal padre. Questo aspetto relazionale  richiede che egli, durante l’infanzia e l’adolescenza della figlia, convalidi costantemente, con il suo comporta­mento,  l’importanza dell’identità sessuale femminile attra­verso la valoriz­zazione  delle proprie donne (moglie e figlia). Teniamo presente che, nell’ambito  psicoaffettivo, il padre per ogni figlia è il primo uomo, come la madre per ogni figlio è la prima donna. E’ una realtà da non sottovalutare, che ha notevoli implicazioni psicologiche sulla formazione della personalità e sulle future relazioni tra i sessi.

Diviene chiaro che l’acquisizione dell’identità femminile è dovuta ad un lento, pro­fondo,  im­percettibile, concreto  processo psicolo­gico di assimilazione ed elaborazione da parte della bambina, stimolato e favo­rito dall’intersecarsi degli atteggiamenti della madre e del padre circa il valore/disvalore della femminilità e della ma­scolinità. La bambina vede, sente, percepisce, immagazzina, elabora, reagisce a suo modo all’ambiente circostante e agli stimoli degli adulti.

Da quanto detto si evidenzia che l’identità della bambina procede in via li­neare, di madre in figlia, con la presenza e il contributo determinante del pa­dre. Per la bambina non vi sono altri percorsi.

Questo processo di identificazione opera in concomitanza con l’altra dimensione dello sviluppo:  l’esigenza di diffe­renziarsi, cioè di perce­pirsi, sentirsi e viversi differente da sua madre. Identificata con l’originaria identità femminile, si sente dif­ferente da tutte le altre persone e contemporaneamente uguale a loro nel valore come persona.  In questo percorso di identifica­zione e di differenziazione, come si diceva, è presente, il padre con la sua con­ferma o discon­ferma della femminilità della propria donna e quindi della propria figlia, che è donna.

 

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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