IL CONDIZIONAMENTO SOCIALE SUL VISSUTO SESSUALE GIOVANILE – Gilberto Gobbi –

IL CONDIZIONAMENTO SOCIALE SUL VISSUTO SESSUALE GIOVANILE – Gilberto Gobbi – 

L’esercizio della sessualità, come diritto, a qualunque età, è una concezione molto diffusa. Per anni  è stato diffuso divenendo un condizionamento sociale sottile e pervicace, impercettibile e penetrante.

Viviamo in una società permissiva, libera da tabù o come tale vuole apparire, che tende ad erotizzare ogni cosa, comportamento, visione della vita. E’ insofferente di fronte alle proibizioni o restri­zioni sulla sessualità, da qualunque parte esse vengano. Nel con­tempo pone un’infinità di “paletti” in altri ambiti, sino a condizio­nare profondamente il comportamento sia individuale che sociale delle persone e dei popoli, al limite della libertà.

La società, con le sue continue e svariate promesse e lusinghe, finisce per condizionare fortemente l’adolescente e il giovane che si aprono alla vita, e nel contempo li costringe a vivere la durezza dell’esistenza quotidiana, con la risultanza di farli  facilmente precipitare in profonde frustrazione. Di qui l’uso del sesso come tentativo di compensare il vuoto affettivo dell’ambiente familiare, scolastico, sociale, politico. Una mancata intesa affettiva familiare può facilmente condurre l’adolescente e il giovane alla ricerca di compensazioni rivalendosi con il sesso.

Il ragazzo si ritrova a vivere spesso una solitudine familiare, in cui cia­scun genitore bada a se stesso e a mantenere un certo reddito, e  a volte guarda fuori dal nucleo familiare alla ricerca lui stesso  di compensare in altre relazioni le proprie carenze affettive e i disguidi relazionali.

Una sottile sindrome di abbandono, l’esigenza di sedare le pulsioni e di poter sperimentare la genitalità possono spingere l’adolescente e il giovane a ricercare compensazione in relazioni, in cui  l’uso del sesso tende a colmare i buchi affettivi. In molti giovani l’esercizio della sessualità diviene compensatoria della sindrome d’abbandono e risposta immediate e insoddisfacente della ricerca.

La stessa ricerca compulsiva del partner può essere un modo di coprire il sentimento di abbandono indotto da una carenza ma­terna e/o paterna e da un deficit formativo della personalità.

Per la ragazza la disponibilità sessuale può diventare espressione di una sottomissione o di una riconoscenza per delle attenzioni vissute come bisogni e che, quindi, ben meritano il concedersi.

Per molti ragazzi il rapporto sessuale diviene il tentativo di provare la propria genitalità nel possedere un corpo. Nell’insicurezza, ciò  richiama sicu­rezza e gratifica per le proprie prestanze fisiche. Così, l’esperienza sessuale del giovane può rappresentare una forma di reazione, più o meno effi­cace, che mira a realizzare un’affermazione di sé attraverso il  possesso intimo dell’altro. In questa prospettiva, l’attività sessuale è ricerca non di soddisfazione affettiva, di tenerezza, di amore, quando di affermazione di sé: si sforza di dimostrare a se stesso e agli altri le sue potenzialità fisiche e il suo dominio sull’altro sesso.

Nella ragazza il gioco di sedurre e d’irritare l’altro viene usato  per avere il controllo della relazione sia affettiva che fisica sull’uomo. Inizia in adolescenza un comportamento sot­tile e pervicace, in cui la seduzione diviene l’arma di conquista, di controllo e di gestione della relazione. Ciò potrebbe continuare anche in futuro in un  relazione stabile, con conseguenze funeste sull’equilibrio della coppia.

 

Da parte di entrambi gli adolescenti, l’attività sessuale, può di­venire il banco di prova per superare talune inibizioni o anche la paura di non essere normali. Questo aspetto è notevolmente favorito da stimoli sociali che sono notevolmente invitanti. Basti pensare alla moltiplicazione delle trasmissioni televisive imperniate sulle disfunzioni sessuali e sui relativi rimedi.

Vi possono essere molteplici situazioni relazionali, in cui l’attività sessuale è da spie­garsi a partire dall’immaturità psicologica del soggetto, considerato in se stesso e in relazione agli altri. Il superamento della solitudine, delle frustrazioni, della paura d’inferiorità comporta una sfida attraverso il tentativo di una comunicazione personale profonda, che assume il significato del superamento delle carenze e dei conflitti.

In vari casi l’attività sessuale viene usata per coprire profonde immaturità, connesse alla percezione e all’immagine del proprio sé corporeo. E’ molto  radicata l’illusione di poter superare le problematiche personali attraverso una comunicazione imperniata sulla relazione sessuale. Il tempo smentirà tale abbaglio. E’ questa una realtà che si constata quoti­dianamente nel lavoro terapeutico.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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