LA RIVOLUZIONE SESSUALE DI W. REICH  – Gilberto Gobbi – 

La secolarizzazione si estende e si radica  ulteriormente anche attraverso la diffusione della cosiddetta rivoluzione sessuale, propugnata da W. Reich e che risale ormai a parecchi decenni fa. Senza dubbio, pochi delle giovani generazioni hanno letto le sue opere, che tanto scalpore hanno suscitato al loro apparire e che tanta incidenza “culturale” hanno avuto e tuttora hanno sulla concezione e sul ridi­mensionamento dei comportamenti sessuali. Tra l’altro, molti giovani e anche meno giovani “vivono” oggi secondo questi canoni, certamente a seguito di codici comportamentali diffusi dai mezzi della pub­blica opinione.

Due sono gli assunti fondamentali su cui poggia la concezione reichiana: il diritto alla libertà e il diritto alla felicità.

Il primo criterio fondamentale è: se si cerca una sessualità di valore, perché non partire da quel valore che è forse il più tipicamente umano, cioè, la libertà? E’ nella libertà che va ricercata la chiave interpretativa della sessualità, in quanto tutto fa centro sul concetto di libertà sessuale.

L’altro assunto poggia sulla concezione della felicità, quale obiettivo primario della vita umana. Sei libero se sei felice e sei felice se sei libero. Solo coniugando tra loro libertà e felicità si potrà avere una sessualità libera e felice, che sarà tale quando sarà spontanea, senza tabù, senza inibizioni, senza apriorismi e senza regole fisse.

Come vi è la libertà di culto o di parola, così vi deve essere la libertà amorosa, che è uno dei diritti inalienabili dell’uomo, per cui ogni frustrazione e ogni repressione degli impulsi è gravemente dannosa e va a ledere il diritto di libera espressione di sé.

Da tale impostazione concettuale attraverso la sua applicazione emerge che la libertà sessuale è soprattutto una libertà ero­tica e che l’amore non trova posto in questo tipo di interpretazione della sessualità. Conseguentemente, l’estrema libertà di espressione sessuale richiede un’assoluta parità tra uomo e donna e l’estrema libertà in ogni espressione.

Come si comprende, l’aspetto esperienziale è di fondamentale importanza in questa concezione. Infatti, l’attività sessuale, non frustrata né coercita, comporta che le esperienze sessuali compaiono quanto prima: non vi è bisogno di un impegno e di una maturità personale, ma di un opportuno e adeguato tiro­cinio. E’ la prassi a dettare il l’orientamento sessuale. Come si impara un mestiere, così si apprende a fare all’amore, ad esprimere liberalmente le pulsioni. Sarà l’esperienza ad orientare verso la libertà e la felicità e anche ad espletare il proprio orientamento sessuale.

In più, il diritto assoluto alla felicità comporta che l’uomo e la donna, nella loro costante ricerca, pretendano che sia il partner a creare le opportunità e a dare la felicità dovuta. Se il partner non dà le giuste risposte, va lasciato e sostituito da chi sa dare felicità.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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