Tra i doveri – Silvana De Mari –

Tra i doveri che si hanno verso un figlio ci sono il latte, la tenerezza, un cambio di pannolino frequente.
Un’altra cosa gentile sarebbe non fare violenze al bambino.
Le violenze possibili sono due
La mancanza di amore
La mancanza di identità e dell’educazione necessario per realizzare l’identità.
Una volta assicurati amore e identità se al momento buono ci scappa una sculacciata, tranquilli, non succede niente.
Per l’essere umano la mancanza di identità, di senso del sé , è un dolore insopportabile, è la situazione spesso descritta con un italiano un po’ di plastica, come mancanza di autostima.
Una persona giovane non è in grado, non può esserlo, di crearsi un’identità da sola. Deve essere uno dei doni di suo padre e sua madre. Un’identità forte. È un dovere dei genitori, e se questo non viene fatto le educazioni falliscono. Tutto qui. L’amore non basta. Il ragazzo che è stato amato, protetto, sorretto, senza nessuna causa identificabile, a un certo punto può ,normalmente, cominciare il normale processo di autodistruzione, cannabis , alcool, uscire tutte le sere o tutte le notti , sessualità sperperata e spericolata e soprattutto, il peggio: la perdita di progettualità, progettualità di vita, non solo di lavoro.
Il dovere del genitori è di fornire un’identità di cui il bambino possa essere fiero, un’appartenenza.
Se quest’appartenenza non viene fornita il ragazzo non riesce ad avere una progettualità. Il diventare adulto è rimandato sine die.
In tutte le società umane la sessualità è una caratteristica adulta, cui si accede solo dopo essere diventati adulti. Il passaggio all’età adulta è segnato da un rito di passaggio, dall’ingresso nel modo del lavoro. L’accesso alla sessualità in età preadulta è il non senso che leva la potenza della progettualità, Il ragazzo progetta di diventare uomo per poter accedere alla sessualità, sul progetto investe tutte le sue energie. La sessualità non un gioco, non è un giocattolo, non serve per divertirsi e provare piacere. È e deve essere il più alto dei sistemi innati di relazione interpersonale con la motivazione di creare una relazione tra due creature, una relazione talmente profonda e talmente alta che può nascere una nuova creatura umana, una creature con occhi, mani un cervello, una vera persona che prima che quell’uomo e quella donna si amassero non esisteva in nessun punto dell’universo.
E la sessualità è concessa anche ai ragazzini, come un giocattolo , come una caramella, come capita, con chi capita, basta che metti il preservativo, banalizzata , stupidizzata, è il primo punto che blocca il passaggio all’età adulta. Per questa sessualità che non vale niente, del tutto identica e sovrapponibile al mangiare e vomitare della persona bulimica, è stato creato l’orrido e perfetto neologismo ”fare sesso”. Ci assicurano le appassionate del peso che brucia anche calorie.
Evvai.
Silvana De Mari.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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7 risposte a Tra i doveri – Silvana De Mari –

  1. sandrodimarco ha detto:

    Credo che uno degli aspetti piu’ fastidiosi di questi interventi della signora De Mari sia il fatto che da quanto ha incominciato ad esternare le sue opinioni sul mondo la signora sia convinta di avere una qualche forma di autorevolezza “scientifica” (??) su qualsivoglia argomento, dalla sessualita’ alla sociologia, dall’epidemiologia all’antropologia.
    Prendiamo ad esempio questa frase qui riportata
    >>In tutte le società umane la sessualità è una caratteristica adulta, cui si accede solo dopo essere diventati adulti. <<
    Cosa vuol dire questo? Cosa vuol dire "una caratteristica adulta"? Ha idea la De Mari a quale eta' si diventa adulti in una famiglia povera in Bangladesh (visto che parla di TUTTE le societa' umane). Chi lo stabilisce che si accede alla sessualita' umana SOLO da adulti? Dove? Da che mondo e mondo i ragazzi (persino i bambini) hanno sempre "sperimentato"…possiamo chiamare questa "sessualita' (certo che si)? Di cosa parla la De Mari? Che autorevolezza crede di avere per parlare di questi temi (quella che non ha)?

    • Anna ha detto:

      È proprio questo il punto, che evidentemente lei non ha afferrato: si diventa adulti in tempi diversi, a seconda delle epoche e del luogo di appartenenza. Ma ovunque si è adulti (e quindi in grado di prendersi cura dei cuccioli) prima di mettersi a “fare sesso”. Ciò che i bambini sperimentano non è sessualità (ovvero attività legata al nostro tipo di riproduzione, che è sessuata) ma genialità. La De Mari sta appunto cercando di mettere ordine nella confusione che ci circonda, con molta cognizione di causa e avendone pieno titolo.

    • Antonio ha detto:

      Bisognerebbe rispondere “a buon intenditor poche parole” o “a chi volesse intendere, intenda”.
      I bambini del Bangladesh e la pace nel mondo lasciamoli a chi ama la polemica o creare confusione.

  2. germana ha detto:

    Verifica le credenziali della De Mari (visto che non lo hai fatto a quanto pare),scoprirarai quanto è autorevole
    Poi rilleggitil ‘articolo,capirai così quello che dice.La De Mari non dice che in tutto il mondo si accede alla sessualità da adulti (Sappiamo tutti per esperienza comune che non è così), dice come dovrebbe essre vissuta la sessualità (e non solo quella) per un corretto sviluppo della personalità dell’individuo.

  3. Letizia Polia ha detto:

    Tra tanto squallore questa voce fuori dal coro fa piacere. Fa piacere leggere verità dimenticate e disprezzare che invece sono basilari per l’individuo e tutta la società

  4. Terry ha detto:

    Stimo molto la Dott.ssa De Mari e Chiara Atzori ed inoltre trovo che siano donne di un certo coraggio per dire le cose realmente come sono senza farsi mettere paura dalle accuse.
    Purtroppo sembra faccia una gran leva psicologica sapere che si verrà accusati di qualcosa se non si è allineati al pensiero che oggi vuol essere dominante. Per grazia, c’è ancora un forte senso della libertà e certamente non è il senso che si vuol far intendere oggi attraverso una sessualità senza limiti e regole, quello è invece un inizio di schiavitù.
    Purtroppo se una parte dei giovani o giovanissimi ha perso il valore del proprio corpo e identità è responsabilità dei genitori, così come un architetto è responsabile della giusta costruzione di un a casa.

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