La decostruzione degli stereotipi – Gilberto Gobbi –

La decostruzione degli stereotipi – Gilberto Gobbi

imagesUno degli aspetti nevralgici della teoria del Gender è la decostruzione degli stereotipi per la costruzione di una nuova etica.  Anzi, nell’ambito della nuova etica, si sono posti come obiettivo di modificare l’ambito dell’educazione, rivedendo i manuali scolastici per renderli in un modo o nell’altro “sensibili al genere”, in una prospettiva di cambiamento di quello che viene chiamato “stereotipo”.

Questo progetto di riforma scolastica “inizia alla scuola materna e prosegue fino all’università, spesso all’insaputa dei genitori o senza che essi ne valutino l’impatto sull’educazione dei loro figli e sulla vita sociale. In un numero crescente di Paesi il tema dell’orientamento sessuale e dell’identità sessuale è introdotto tra i contenuti dell’educazione ed è spesso associato a un diritto” (M.A. Peeters, Il Gender. Una questione politica e culturale, S. Paolo 2014, p. 95).  Questo passa attraverso ciò che la nuova etica chiama decostruzione degli stereotipi.

Seguiamo la Peeters, che chiarisce molto bene il significato di stereotipo e di decostruzione. “Il concetto di stereotipo è fondamentale per la postmodernità, per la rivoluzione del Gender e per la riforma dell’educazione. Che cos’è uno stereotipo? Secondo la sua etimologia, uno stereotipo è un’impressione solida, un segno ben inciso. Nel secolo XX, il termine acquisisce un significato sociologico e designa una credenza socialmente condivisa, un’opinione diffusa, riprodotta senza cambiamenti, che riguarderebbe le caratteristiche proprie di alcune categorie sociali. Nel caso del Gender gli stereotipi si rifanno a dei modelli socialmente determinati che riflettono le credenze di una data cultura circa i ruoli sociali dell’uomo e della donna e le loro relazioni (comprese quelle sessuali), in altre parole ciò che questa società attende dal comportamento maschile e femminile e che è in generale, secondo i postomoderni, discriminatorio per le donne, gli omosessuali  e altre categorie che essi classificano come “vulnerabili” od “oppresse”. […] “Nonostante abbia un certo fondamento nella realtà (senza il quale non sarebbe credibile né riuscirebbe a imporsi socialmente) uno stereotipo è semplicistico e generalizzante. Si basa su degli a priori e su supposizioni preconcette. Il suo carattere rigido, fisso, standardizzato, lo allontana dalla realtà, per natura aperta e complessa, e ne fa una costruzione sociale per natura chiusa su se stessa e riduttiva. Uno stereotipo ha dunque una connotazione negativa. Può essere più o meno vicino alla realtà” (M.A. Peeters, pp.96/97).  Occorre, per tanto, la decostruzione degli stereotipi perché sono discriminanti e sessisti.

Vengono riportate di seguito alcune affermazioni che gli avvocati del gender hanno trasformato in stereotipi sessisti:

– Femminilità e mascolinità: esseri, ruoli, gesti, note, atteggiamenti, doni, apparenze, abiti, mestieri… femminili o maschili

– Maternità e paternità, seno materno, casa paterna.

– Coniugalità: eterosessualità

– Complementarietà uomo-donna, donna come complemento dell’uomo

– Famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, costruita da un padre, da una madre e dai loro figli

– Uomo capofamiglia, autorità paterna

– Donna “angelo del focolare”, “custode della vita”, educatrice

– Donna vittima o calinga, che si sacrifica, serve suo marito, i figli, la comunità

– Sesso forte e sesso debole, superiorità fisica dell’uomo e inferiorità fisica della donna, uomo protettore e donna bisognosa di protezione

– Razionalità maschile e sensibilità femminile, uomo/ragione e donna/cuore

– Empatia o capacità di ascolto femminile

La Peeters mette in chiaro che “I leader intellettuali della cultura del Gender hanno trasformato in stereotipi, con lo scopo strategico di poterli decostruire, la realtà antropologica universale, che hanno giudicato non adatte al loro progetto ideologico” (p. 97).

Ciò che va notato è il carattere duro con cui i postomoderni attaccano quanto più di grande c’è nella cultura, cioè attaccano la vocazione dell’uomo e della donna all’amore reciproco.

 

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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