Interpretazione delle schede dell’OMS – Gilberto Gobbi –

INTERPRETAZIONI DELLE SCHEDE DELL’OMS – Gilberto Gobbi –

[In attesa che il MIUR metta a disposizione del popolo italiano le linee direttive per l’educazine all’affettività nella scuola di ogni genere e grado, ripubblico alcune pagine del libro “IL BAMBINO DENUDATO”. Faccio presente che il Ministero della Salute per il “Giorno della fertilità” ripropone pedissequamente i concetti, le strategie, gli obiettivi contenuti nel documento dell’OMS, da pag. 58 a pag. 62. Non si sono mossi di una virgola. Per fare ciò occorre scienza e coscienza. Invece vi è solo ideologia.]

 “searchLa valutazione delle finalità e dei contenuti dello Standard ci  trova di fronte a interpretazioni e orientamenti molto differenti tra gli studiosi italiani del settore.

Sono necessarie delle domande.  Che cosa vogliono veramente dire gli “esperti” che  hanno elaborate le schede secondo un preciso indirizzo? A chi sono destinate? Sono solo un repertorio di informazioni e di indicazioni che gli “esperti” e gli insegnanti possono utilizzare con i bambini e i ragazzi? Sono, invece, una chiara ed esplicita proposta di ciò che occorre insegnare perché  corrispondente  ai bisogni dei ragazzi e dei bambini nelle varie fasi di età per affrontare la vita? Sono ideologicamente orientate o sono aperte e neutre?

Sono domande legittime, che hanno bisogno di risposte chiare ed esaurienti, perché si tratta di contenuti  legati alla crescita e allo sviluppo armonico della personalità dei nostri figli, in un ambito molto delicato qual è l’educazione all’affettività e alla sessualità.

Due sono le posizioni dei cosiddetti esperti italiani.

Da una parte vi è chi sostiene (non occorre fare nomi) che le schede seguono lo sviluppo psicofisico e psicosessuale del bambino e del ragazzo.  Questi esperti affermano e sostengono che le schede sono  solo degli indicatori di quanto trasmettere e non propongono né impongono alcun  comportamento sessuale, perché  descrivono ciò che avviene nel processo dello sviluppo dei bambini e degli adolescenti. Si tratta, quindi, di adeguare, anzi anticipare i contenuti affinché i bambini e i ragazzi non vivano situazioni sessuali sgradevoli. Per certi aspetti, si tratta di  una specie di metodo preventivo, in quanto  l’anticipazione dei contenuti  applica che  è meglio prevenire che curare.

 Sostengono, inoltre, che nello Standard  non vi è nulla di prescritto perché  affermano che si rifà alla prassi educative che loro stessi da anni attuano. Queste persone puntano il dito inquisitore contro chi non vede questa semplicità e ovvietà nella proposta dello Standard. Sono convinti diffusori della proposta e non si soffermano minimamente nell’analizzare l’impostazione  antropologica, che informa tutto il contenuto del documento, e non considerano l’intrinseca connessione che nelle schede vi è tra obiettivi, contenuti, mezzi e metodi e visione dell’uomo, che di norma, nei processi educativi, sottende i contenuti valoriali. Negano che nelle schede vi sia alcun collegamento con l’ideologia del gender.

Vi sono altri, tra cui noi, che dopo aver analizzato i presupposti e i fondamenti informatori del documento, sostengono che le schede non solo sono degli indicatori per l’educazione, ma dei chiari e precisi contenuti circa quello che occorre insegnare  e che sono strettamente logiche conseguenze dei presupposti antropologici. Sappiamo, infatti,  che, se si vogliono conseguire gli obiettivi indicati da ogni singola  scheda, sotto  l’aspetto didattico e contenutistico, occorre seguire anche nei minimi dettagli quanto viene detto con insistenza e ripetizione di età in età.

Appare con evidenza che non sono solo delle indicazioni, ma dei precisi indirizzi di come   fare educazione sessuale coinvolgendo attivamente i bambini e i ragazzi. Tutte le schede con il contenuto da trasmettere e gli obiettivi da raggiungere seguono un filo conduttore unico, che indica con chiarezza quanto va fatto a seconda delle età, anzi in anticipo per non incorrere in ritardi che poi, secondo gli estensori dello Standard, i bambini debbano pagare come scotto del mancato o ritardato insegnamento.

L’analisi di tutto il documento, in particolare della lunga premessa o introduzione alle schede ci dice che la base antropologica è un derivato della teoria del gender. Già in precedenza sono state date delle indicazioni, e altre emergeranno dall’analisi delle singole schede. [Gilberto Gobbi, Il bambino denudato, Ed. Fede & Cultura, Verona 2016]

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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