IL TEMPO SI E’ FERMATO – Gilberto Gobbi –

 IL TEMPO SI E’ FERMATO – Gilberto Gobbi –

imagesEra una bella coppia, anche esteticamente. Sposati da undici; ora ne hanno 39 lei e 47 lui. Non vi sono figli. Non ne sono venuti, ma i due non si sono affannati per averne.

Sono in fase di separazione, per ora se ne vanno dalla casa in cui hanno abitato per 10 anni, poi faranno le carte. Ciascuno ha trovato un proprio appartamento, dove abitare da solo. Non vi sono, nell’immediato, possibili conviventi. In questo frangente vi è stato un tentativo di riavvicinamento e di comunicazione, che, invece, è stato solo di consolazione reciproca e di commiserazione individuale.

L’aver trovato ciascuno un proprio appartamento in cui andare a vivere, non ha smosso la situazione, nulla è avvenuto, eccetto la sensazione di lei che “il tempo si era fermato anni fa”,  quando erano entrati in quella casa. Il tempo se era fermato in tutti i sensi: quello materiale, per questo in tutti quegli anni non era stato appeso alcun nuovo quadro né spostato un mobile, e sotto l’aspetto psicologico, in quanto i due si erano adagiati e non avevano più comunicato di sé, solo “stavamo bene assieme”.

All’inizio, assieme, hanno arredato la casa, acquistato i mobili, appeso i quadri, riempito gli armadi. Ognuno, però, una volta sposato, ha badato a se stesso, a non creare inghippi relazionali.

Il modellismo, hobby di lui, era la sua passione e una stanza più una parte del garage erano i luoghi sacri dell’impegno e dell’esposizione. Lei, terminata gli studi universitari, si dedicava alla professione, impegnata in ufficio e in vari e frequenti viaggi all’estero, da cui ritornava per riposarsi, sabato e domenica sdraiata sul divano.

Vi è stato qualche fuggevole desiderio da parte di entrambi di un possibile bambino, senza che ciò divenisse impegno e fatto concreto. La comunicazione sessuale era ridotta al minimo. Eppure, tutto sommato, stavano bene insieme. Passavano serate e domenica pomeriggi con amici, che li vedevano “una bella coppia”.

Lui, i suoi hobby, il suo lavoro, la palestra; lei, il suo lavoro, l’aggiornamento professionale, la casa – ma non troppo-, per anni.

 

Con gli anni lei cambiava lavoro, viaggiava solo saltuariamente e diveniva più casalinga. Sentiva che aveva bisogno di qualcosa di più e cercava di smuovere il marito, che, sollecitato, durante una lite, le confessava di non amarla più. Ciò che temeva e non voleva sentirsi dire era avvenuto, ma non prendevano decisioni: si rinchiudevano ulteriormente in se stessi e ad essere una “bella coppia” in società.

Lei, in una fase successiva, si lasciava sedurre – ciò nel passato non se lo era mai permesso -, e si legava ad un uomo sposato, che le stava dedicando molte attenzioni, coccole e le dava quello che non aveva mai avuto dal marito.

Maturava l’idea, da anni inespressa, di separarsi e chiedeva aiuto psicoterapeutico. La separazione non era dovuta alla presenza  di un  altro affetto nella sua vita, ma perché non  amava più il coniuge e non si trovava più bene con lui. Ritengo che l’atteggiamento della signora faccia parte dei presupposti fondamentali di una separazione, a cui si può aggiungere che ci si separa dopo aver sperimentato il possibile per una ri-costruzione.

Prima ancora di uscire da casa, la signora lasciava il coniuge, con sofferenza, ma con convinzione.

Mentre ciascuno si curava dell’allestimento del proprio nuovo appartamento, lei sperava ancora in un ri-avvicinamento e in una ripresa della comunicazione da parte del marito, sotto tutti gli aspetti. Invece non vi è che pianto, chiusura, silenzio, con comportamenti profondamente gentili, interessati, complimentosi, che facevano pensare ad un possibile recupero della relazione. Ciò non avveniva. Di fronte all’invito del terapeuta di tentare di comunicare qualcosa di sé, dei propri vissuti passati o anche della situazione attuale, vi era da parte della signora la convinzione, espressa più volte, che era impossibile perché non era mai avvenuto, non avrebbe saputo da dove incominciare.

Affermava che la proposta del terapeuta doveva essere attuata, fin da subito, in una possibile futura relazione, perché l’apertura e la conoscenza sono fondamentali per una reale accettazione, comunicazione e intesa a tutti i livelli.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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