La comunicazione corporea nella coppia– Gilberto Gobbi

La  comunicazione corporea nella coppia Gilberto Gobbi

searchIl tatto è il padre dei sensi, è stato origine delle prime comunica­zioni, che il soggetto ha avuto venendo alla luce, e continua ad essere il senso privilegiato della comunicazione nell’arco della vita.

Il tatto è il senso dell’affettività, della tendenza alla relazione profonda ed intensa, dell’espressione fusionale, dell’accoglienza e dell’amore, o del rifiuto, dell’aggressività, della negazione.

Il tatto è il mezzo privilegiato della comunicazione tonico-emozionale Quando parliamo di comunicazione tonico-emozionale facciamo riferimento alla trasmissione di messaggi, che avviene tra una per­sona e l’altra attraverso il contatto corporeo e le differenti espressioni corporee. Le emozioni e i sentimenti (positivi e negativi), che  proviamo dentro di noi e che trasmettiamo all’altra persona con cui siamo in contatto, transitano attraverso la pelle e il tono muscolare ed entrano nell’altro soggetto attraverso la sua pelle e il suo tono muscolare. Fin dal primo momento in cui abbiamo aperto gli occhi alla luce, ciascuno di noi ha memorizzato nelle “mappe della memoria” il piacere o il dispiacere del primo dialogo come comunicazione corporea, cioè il primo dialogo  tonico-emozionale, con la propria madre e con le figure significative della propria vita.

La trasmissione emotiva (positiva o negativa), che è avvenuta pelle a pelle e corpo a corpo, si è impressa profondamente e si è radicata attraverso le successive modalità comunicative. Il contatto corporeo ha instaurato un’interazione emozionale tra le due persone, che viene detto dialogo tonico-emozionale. In questi primi  reiterati contatti corporei  troviamo le radici della comunicazione e delle differenti forme di attaccamento, che con mo­dalità differenti ci accompagneranno nella vita, anche quella di coppia, in cui si ripropone una relazione duale che, per certi aspetti, potrebbe assomigliare alla relazione duale primaria “madre-bambino”.

Il con­tatto corporeo esprime le emozioni, i sentimenti, positivi e negativi, che la persona prova e vive in quel momento e che si trasferisce at­traverso il corpo all’interlocutore. Il contatto fisico è la comunicazione basilare di tutti gli altri aspetti e modalità comunicativi, dei diversi linguaggi. Si potrebbe affermare, per ciò che riguarda la comunicazione, che “… in princi­pio fu il corpo e poi, successivamente venne la parola!”

 A proposito della parola, il linguaggio parlato si rifà costante­mente all’importanza determinante del tatto, attraverso una serie di espressioni, in cui il tatto, in senso metaforico, è protagonista, come: afferrare l’attenzione, avere in pugno la situazione, toccare il cuore, urtare i sentimenti, ecc.

Già fin dalla nascita essere amati e amare comportano essere toccati e avere contatti fisici. Sappiamo quale importanza fonda­mentale hanno, per l’orientamento e la maturità psicoaffettiva, le modalità comunicative,  con cui l’adulto manipola, accarezza, attacca al seno, contiene il bambino e lo coinvolge nella comunicazione cor­porea e nel contatto oculare.

Il contatto fisico comunica presenza, interesse, cura; dice  al bambino e all’altra persona (per esempio, al coniuge) che “esiste”, che  è soggetto ed è valore. Tutto ciò ha un’importanza determinante sulla percezione di sé e sulla costruzione della propria personalità e iden­tità psicosessuale. Un certo tipo di manipolazione e di contatto fisico, che il bambino “vive” nei suoi primi stadi di vita, è espressione di “accettazione” o di “non accettazione”, di “conferma” o di “discon­ferma” del suo essere al mondo, quindi dell’immagine di sé.

Il contenuto dello stato d’animo, dei vissuti, si esprime attraverso questa comunicazione primaria, che rimarrà la base della comunica­zione successiva e su di essa verrà rimodulata la prospettiva relazio­nale, anche quella della coppia.

La comunicazione tattile prosegue per tutto l’arco della vita di una persona ed ha manifestazioni connesse con l’età, il sesso, le cir­costanze, le più varie. Dipende, cioè, da fattori legati  ai soggetti in­teragenti  e da realtà esterne (la situazione), da cui possono derivare significati diversi.

La situazione, in cui avviene la comunicazione tattile,  è deter­minante per l’attribuzione del significato. Si va, quindi, da quei contatti che si attuano in famiglia tra coniugi e con i figli, al modo tradizionale di stringersi la mano in un incontro; dal mettersi la mano in­torno alla spalla, quale segno di amicizia e di sostegno, al colpetto sulla spalla quale forma tradizionale del congratularsi; dallo scam­biarsi baci sulle guance in segno di gioia e di saluto, allo stringersi forte e al baciarsi sulla bocca come espressione intensa di affetto e di profonda intimità.

Vi è una comunicazione tattile che coinvolge e comunicazione o che allontana. L’allontanamento, il distanziamento e l’intoccabilità fisica sono tra le più significative manifestazioni del distacco emotivo. Il distacco e l’allontanamento corporeo sono indice di chiusura, di ri­fiuto, di non ri-conoscimento. La deprivazione affettiva è come un voler castigare il coniuge. La sospensione dell’affettività, il rifiutarsi al bacio, alle tenerezze, allo stesso amplesso sessuale sono manife­stazioni di questo allontanamento affettivo. Il soggetto, appunto, per­ché si sente emotivamente distante e distaccato dall’altra persona, almeno in quel momento e in quella circostanza, alza le barriere, co­struisce attorno a sé una corazza. Si  intrappola in se stesso e nel contempo emette il messaggio di non voler essere toccato. E’ come se entrasse in anestesia affettiva, che costringe se stesso a non voler provare sentimenti positivi e l’altro a tenersi lontano.

Sempre all’interno della comunicazione tonico-emozionale, ri­cordiamo come al contatto corporeo è connesso, in prima istanza, l’erotismo primario, come piacere e gratificazione derivanti dalla ri­sposta che l’adulto dà ai bisogni fisici e psichici del bambino, prelu­dio dell’erotismo sessuale adulto. I due non vanno confusi, come speso avviene da parte delle persone adulte.

L’erotismo, come piacere e gratifi­cazione, come risposta ai bisogni primari, che comprende implicita­mente le risposte ai bisogni precognitivi, sarà preludio dell’erotismo sessuale. In questo senso si può parlare di una sessualità presente nel bambino piccolo, in quanto affettività, cognitività e sessualità sono tra di loro profondamente commisti e non è possibile fare una loro distinzione se non più avanti, nelle successive fasi della crescita.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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