SCHEDA DAI 12 AI 15 ANNI DELLO STANDARD/OMS – Gilberto Gobbi –

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Premessa – Per l’Italia ci troviamo  tra la seconda media e la prima superiore, periodo a cavallo tra la prima e la seconda adolescenza o, come si diceva qualche tempo fa, tra preadolescenza e adolescenza. Sotto l’aspetto psicologico vi è un notevole divario maturativo tra 12 e i 15 anni: si può consultare un buon libro sulla preadolescenza per comprenderne le modificazioni caratteristiche che avvengono in questo periodo nell’ambito fisico e psicoaffettivo.

Gli le informazioni, presentati dalle schede appaiono, come per le età precedenti, anticipatorie e per certi aspetti attribuiscono una maturità notevole  ai ragazzi. Probabilmente si sta confondendo il grado di conoscenze e informazioni che i ragazzi possono avere con la loro capacità di elaborazione e assimilazione e collocazione nella giusta dimensione di queste  informazioni  e quindi si attribuisce loro di avere una certa maturità superiore all’età.

Lo standard propone un insieme di  informazioni e di conoscenze che entrano nella specificità e nel dettaglio più particolareggiato della fisiologia e delle conoscenze psicosociologiche,  che presume che i ragazzi debbano sapere per evitare determinati errori e superare determinate problematiche relazionali nel vivere il sesso. In particolare si presume che abbiano raggiunto una notevole maturità nella capacità relazionale con il partner.

Il presupposto di fondo delle schede è la plurirelazionalità sessuale, e non la relazione tra il maschile e il femminile. Non viene impartita un’educazione sull’intrinseco connessione tra fisico (sesso) e psiche (emozioni), cioè sulle differenze fisiche  e psicologiche, emotive ed affettive del ragazzo e della ragazza, che connotano la sessualità, Ma su una fluidità sessuale.  Ritengo che ciò comporti problemi nell’accettazione delle differenze delle varie personalità. Quindi non si facilita la crescita della differenze e l’accettazione delle stesse e si complicano i processi di attrazione tra i ragazzi.

E’ questo, infatti, un periodo in cui maschi e femmine si guardano, si osservano, si avvicinano e si allontanano, si studiano e vivono profondi conflitti di attrazione/allontanamento. Le corporeità differenti scatenano emozioni differenti, che sono il preambolo della futura reciproca ricerca o repulsione.

Questa è  una fase di particolare attenzione al proprio e all’altrui corpo. E’ opportuno, pertanto, soffermarsi brevemente sul corpo, sulla sua percezione e sull’incidenza che tale percezione ha sui vissuti personali e relazionali. Il vissuto corporeo, nelle sue varie articolazioni e modificazioni, accompagna ogni persona nelle varie fasi della vita

Il problema del corpo – Il problema del corpo, della sua crescita e delle sue trasformazioni, dovute ai fenomeni psicofisici dell’età, è un aspetto fondamentale e determinante delle preoccupazioni del preadolescente. Ciò con modalità e risonanze emotive diverse tra maschi e femmine. Vi sono vissuti differenti perché l’identità psicosessuale è differente.[1] Col passare del tempo nel preadolescente il corpo diviene l’oggetto primario di attenzione.

Nell’infanzia quel corpo era importante, ma non troppo e poteva essere vissuto con una certa serenità, perché non creava problemi. Con l’avvio alla preadolescenza il corpo diviene il centro su cui si focalizza l’attenzione del preadolescente.

Fermiamoci per ora sulle ragazzine, che sentono e vedono allo specchio le trasformazioni e si confrontano direttamente e indirettamente con le compagne, le sorelle, la mamma.

La percezione del corpo – Le manifestazioni delle caratteristiche sessuali secondarie, come lo sviluppo dei seni, procurano agitazione e producono comportamenti differenti, non univoci nelle ragazzini. Vi è chi li nasconde con bluse ampie, che scendono e coprono anche le natiche, il tutto avvolto in un rossore dovuto allo sguardo altrui, specie quello maschile. Tuttavia, alcune di esse hanno un atteggiamento ambivalente del coprire per essere guardate. Loro parlano di vergogna, rossore, chiusura, avvolgimento dentro vestiti ampi, ma già è presente un profondo dispiacere se non si sentono osservate.

Altre fanno di tutto con vestiti attillati e ben sagomati per mettere in evidenza le forme e le grazie in sviluppo. S’accompagnano a ragazzini più grandi, formano gruppo con essi, si lasciano abbracciare, baciare e toccare, come se tutto rientrasse nella norma dell’età. Questo specialmente dalla metà della seconda media e in particolare durante la terza media.

Di significativa importanza è il vissuto del menarca. Molte ragazzine arrivano ad esso che sono già state informate, alcune dalla mamma, molte dalle compagne e dalle sorelle, altre invece hanno un vago sentore e si ritrovano improvvisamente con il fatto. Descritto successivamente molto traumatico. Il vissuto è sempre personale, dipende molto dall’accettazione della propria identità psicosessuale, dal modo con cui è stato presentato il fenomeno e da altri aspetti legati al proprio corpo durante l’infanzia.

Una particolare attenzione viene data alla crescita e allo sviluppo corporeo, e quindi alla silhouette da parte delle ragazzine. Il confronto in alcune diviene ossessivo, circa il peso, l’altezza e la taglia dei vestiti. Può divenire un’ossessione, che condiziona la vita propria e di chi condivide la vita con loro.

Emerge con prepotenza il problema dell’immagine inconscia e conscia del sé corporeo e della sua accettazione attraverso il passare degli anni e le trasformazioni che il corpo subisce e le tracce che il tempo lascia su di esso. Già nella preadolescenza è in gioco questa accettazione definitiva o il rifiuto problematico del proprio corpo (vi possono essere disfunzioni, come anoressia, bulimia, autolesionismo).

Il maschietto sente delle pulsioni e delle emozioni che in precedenza non facevano parte del suo bagaglio. Per alcuni sono aspetti nuovi, per altri, invece, riemergono sensazioni già provate in giochi erotici da soli o con compagni, nei cosiddetti “giochi del dottore”. Hanno fatto parte della curiosità sul proprio corpo e su quello della compagnetta, anche sorellina. A volte questi giochi si protraggono sino 12/13 anni, quando in particolare la ragazzina dice di parlarne alla mamma se non la smette. I gruppi di pari si ritrovano in qualche garage a guardare giornalini porno dei fratelli, amici o trovati in qualche cantina, si mandano foto porno. Nell’era del telefonino le donnine nude appaiono nella memoria e sullo schermo dei telefonini di ragazzini di prima media. C’è sempre quello che ne sa di più.

L’immaginario di questi ragazzini funziona e va oltre, con disegni di genitali, parole oscene, barzellette sconce. Qualcuno viene avviato alla pratica masturbatoria da chi ne sa di più, a volte con pratiche di masturbazione reciproca. Vi può essere la tendenza a disturbare le compagne di scuola, rivolgendo loro parole e con atteggiamenti che hanno visto fare dai grandi o alla TV. Ricordo, solo brevemente, che i ragazzini, come i bambini della seconda infanzia sono iperstimolati sotto l’aspetto fisico corporeo, in quanto la pubblicità e gli stessi programmi confezionati per loro sono saturi di tali stimoli e provocazioni. Certo, i ragazzini non vivono nel mondo delle fiabe, però è criminale creare loro un ambiente saturo di sesso, con modelli di comportamento, il cui interesse sia solo il vestirsi in un determinato modo e avere un corpo appariscente. Questo per i maschi come per le femmine.

Alcuni aspetti in precedenza descritti saranno più chiari attraverso una breve presentazione circa il corpo e l’immagine del sé corporeo, che per il preadolescente è un ambito cruciale della sua crescita.

 L’immagine del sé corporeo – Con la crescita vi è la presa di coscienza di avere un corpo, che è più complessa e articolata di quanto appaia a prima vista. Vi è, cioè, l’esperienza di un corpo che si manifesta sotto varie modalità, tra le quali: 1) il corpo organico, 2) il corpo vissuto e 3) l’immagine del corpo.

  1. Il corpo organico è un insieme di organi tra di loro intrinsecamente connessi, per cui formano un tutt’uno: è il corpo fisico, quello che sta male, soggetto a malattie e a disfunzioni; che viene curato, esteticamente modificato, ecc. A seconda dell’ambiente, del tipo di relazione, il corpo diviene oggetto particolare di attenzione sino all’ipocondria. Non è raro il caso di preadolescenti ipocondriaci, che hanno sviluppato un’attenzione fobico-ossessiva sulle funzioni e disfunzioni corporee. Sembra a causa di genitori troppo attenti, insicuri, apprensivi di fronte alle malattie proprie e dei figli. Il preadolescente ha già di per sé un’attenzione particolare per il suo corpo che gli sfugge di mano e le cui reazioni non conosce, se vi è anche l’apprensione dei grandi, egli moltiplicherà la sua tensione sino all’iperriflessione (eccessiva attenzione) sul corpo. Essendoci già chi si occupa eccessivamente del suo malessere, egli tenderà a chiudersi e a tenersi dentro tanti interrogativi. Consulterà un dizionario, qualche libro di medicina disperso in casa, internet è a sua portata di mano, vi sono anche i compagni a complicargli di più le cose. In particolare sugli organi sessuali e le loro funzioni sessuali, la curiosità non è mai sazia, malgrado l’illusione dei grandi di aver risolto tutto con un bel corso sul sesso a scuola o in parrocchia. E’ anche il caso dello Standard. Il preadolescente ha una particolare tendenza a confondersi. Logicamente l’iperriflessione sul corpo e le sue funzioni incide profondamente sui vissuti corporei e sul suo immaginario.
  2. Il corpo vissuto è la modalità interna con cui si percepisce il corpo come soggetto, come espressione di sé, del proprio Io. Il vissuto circa la propria corporeità e la collocazione nello spazio e nel tempo è importante per la costruzione della personalità: ha particolare incidenza sulla percezione di sé e sul modo con cui si vive nel passato, nel presente o nel futuro. Il vissuto corporeo accompagna costantemente il soggetto nelle sue diverse fasi della vita e condiziona la persona di fronte ai vari fatti e avvenimenti. Ha un profondo collegamento con la costruzione dell’immagine di sé. Il preadolescente necessita di vivere il proprio corpo, di sentirlo proprio, di vederlo proiettato nel futuro, mentre vive bene il presente, la sua preadolescenza: non ha bisogno di anticipare comportamenti che lo potrebbero danneggiare sui futuri vissuti circa la sessualità. L’iperriflessione corporea crea un vissuto confusivo del proprio corpo e delle sue funzioni.
  3. L’immagine del corpo è la rappresentazione interna delle relazioni, dei legami, del riconoscimento globale o parziale del corpo nel rapporto con l‘Io. L’immagine del sé corporeo nasce molto lontano, nella prima infanzia, come un processo inconscio e accompagna il soggetto per tutta la vita, subendo delle modifiche secondo le situazioni e i vissuti di queste situazioni. Logicamente fa parte dell’immagine globale di sé, a cui appartiene la percezione sintetica della propria persona. Per ciascuno, in particolare per i ragazzi e le ragazze in fase di sviluppo e di maturazione, è importante che l’immagine globale di sé e quella particolare del sé corporeo sia adeguata, congruente con la realtà interna ed esterna. Un’ipertrofia nell’immagine di sé porta il soggetto a ipervalutare le proprie possibilità, capacità e quindi a porsi nella relazione con gli altri in modo profondamente errato. Una sottovalutazione nell’immagine di sé favorirà la chiusura, il rifiuto di fronte alle mete da conquistare, la rinuncia. Un’ipervalutazione lo sfasa nella percezione di sé nella realtà del quotidiano.

Una maggiore conoscenza del proprio corpo e delle sue modalità espressive favorisce il preadolescente nella sua crescita, nell’acquisizione di un’immagine equilibrata di sé, di avere una concezione più consona circa il valore del proprio corpo e di quello degli altri. E’ un’educazione che ricompone l’unità psicofisica e valoriale della persona, in cui il corpo assume la sua collocazione di parte integrante dell’identità di persona.

Ci si può domandare: le linee guida sull’educazione sessuale, proposte dallo Standard per i ragazzi di questa età, hanno questi obiettivi? Oppure si fermano ad una pura informazione sulla fisiologia del corpo?

La scheda dai 12 ai 15 anni – Il corpo umano e lo sviluppo, come per tutte le fasi,  è il cardine inziale dei contenuti anche di questa scheda, che alla voce trasmettere informazioni si esprime così: 1) conoscenza del corpo, immagine corporea, modificazioni al corpo (mutilazione genitale femminile, circoncisione, imene e ricostruzione chirurgica dell’imene, anoressia, bulimia, piercing, tatuaggi; 2)ciclo mestruale, caratteristiche sessuali secondarie, la loro funzione negli uomini  e nelle donne e i sentimenti associati. 

Come si vede il materiale è plurimo e accattivante per ragazzi di questa età, stuzzica la loro curiosità sulle problematiche del sesso. Pertanto, si tratta ancora una volta di “quando” e di “come” viene fatta questa informazione. E’ importante che il ragazzo/a sappia che l’immagine che ha del proprio corpo incide profondamente sul suo benessere o malessere psicofisico e quindi su eventuali conseguenze, come l’anoressia, la bulimia e  altre disfunzioni. E’ l’età per parlarne.

E’ anche importante sollecitare nei ragazzi lo spirito critico rispetto ai messaggi provenienti dai media e dalle industrie della bellezza,  nel contempo però questo non è sufficiente se non si propongono valori alternativi, che proiettino il significato della corporeità oltre il benessere personale in una visione trascendente, a cui, di norma, i ragazzi di questa età tendono per un insieme di domande che urgono dentro.

Sono in una fasi di sviluppo in cui si ampia la razionalità e si pongono una serie domande sulla vita e sul significato del loro corpo  sessuato. Non riteniamo sufficiente far loro acquisire la competenza che i sentimenti delle persone circa il proprio corpo possono influire sulla salute, l’immagine di sé e i comportamenti,   quando poi questo spirito critico  è accompagnato  contemporaneamente dall’idea che a questa età   possono avere rapporti sessuali diversificati purché acquisiscano    un atteggiamento positivo verso l’assunzione reciproca di responsabilità rispetto alla contraccezione. Ciò lo è scritto là dove si dice che devono acquisire la competenza di decidere consapevolmente se avere o meno esperienze sessuali e di procurarsi i contraccettivi nei contesti appropriati, ad es. recandosi dal personale sanitario.

Sono ragazzi da 12 ai 15 anni a cui si chiede di farsi opinioni personali su maternità e paternità (in giovane età), contraccezione, aborto e adozione. Lo Standard parla di opinioni personali.

Un minimo di conoscenza di psicologia dell’età evolutiva insegna che i ragazzi, pur nella loro criticità e ambivalenza, sono in una fase in cui seguono ancora ciò che fa piacere e gratifica, e in particolare si orientano verso idee e comportamenti di persone importanti e che hanno su di loro un certo ascendente.

Su contraccezione e gravidanza devono sapere tutto ed ogni cosa sin nei mini particolari e nelle situazioni più varie: gravidanza (anche in relazioni omosessuali) e infertilità. Devono far un’opinione personale attraverso il confronto con chi? Chi parla loro del valore della vita, sempre e comunque, dal concepimento all’ultimo respiro? Dovrebbero poter sentire e confrontarsi con le differenti impostazioni e antropologie per poter arrivare nel tempo a farsi una propria idea, che radichi nella verità dell’uomo.

Tra gli atteggiamenti da conseguire vi è il concetto di sessualità come processo di apprendimento. L’apprendimento avviene attraverso la sperimentazione che porterà il ragazzo ad un obiettivo più specifico, cioè accettare, rispettare e comprendere le diversità nella sessualità e nell’orientamento sessuale (il sesso deve essere reciprocamente consensuale, volontario, adeguato all’età e al contesto, caratterizzato dal rispetto di sé). E’ un programma da corso per fidanzati, in cui la sessualità è profondamente umana e comprende le differenti dimensioni della persona. Qui si tratta di ragazzini ai quali viene spiegato il sesso sotto l’aspetto fisiologico con tutte le conseguenze e si chiede loro contemporaneamente di  saper distinguere tra amicizia, amore e desiderio/attrazione sessuale e, quindi, di effettuare scelte libere e responsabili dopo aver  valutato conseguenze, vantaggi e svantaggi delle alternative possibili (partner, comportamenti sessuali) e anche di godere della sessualità in maniera rispettosa.

Ai ragazzi viene richiesto di saper comunicare su argomenti intimi  e di esprimere i propri bisogni, desideri, confini e rispettare gli altri. Il tutto in nome e per conto di un umanesimo fluido, in cui le scelte sono legate alle circostanze e alle situazioni, in poche parole al relativismo assoluto, in cui ciascuno è giudice del proprio comportamento.

I ragazzi apprendono che a questa età (e sempre) possono godere della sessualità in maniera rispettosa. E’ importante che il partner ci stia, usi le precauzioni dovute, altrimenti sanno già cosa fare di fronte al fallimento della contraccezione, perché sono stati aggiornati anche sulla contraccezione d’emergenza e su come  richiedere aiuto e sostegno in caso di problemi.

Nell’ambito dell’argomento sessualità, salute e benessere i ragazzi vengono informati sulla diffusione e diverse forme di abuso sessuale, … sui comportamenti sessuali a rischio e sulla trasmissione e prevenzioni delle infezioni sessualmente trasmesse, perché devono imparare riconoscere le situazioni rischiose  ed essere in grado di gestirle.

Le due facciate di informazioni da elargire ai ragazzi di questa età, di competenze da far acquisire e di atteggiamenti comportamentali terminano con un obiettivo che sintetizza l’impostazione antropologica di base dello Standard per l’educazione sessuale in Europa: i ragazzi devono avere una visione personale della sessualità (che sia flessibile) in una società in trasformazione. E’ il filo conduttore che impregna ogni pagina dello Standard.

[1] G. Gobbi, I bambini e la sessualità. L’educazione affettivo-sessuale da 0 a 10 anni, Ed. C.S. Evolution, Verona 2010. G. Gobbi, Verso la vita. Percorsi di crescita per il preadolescente e la sua famiglia, Fede & Cultura, 2012.

NB.- Le parole in corsivo sono quelle riportate nello Standard.

I VARI INTERVENTI SULLO STANDARD – OMS SONO USCITI SUL MIO BLOG (il blog di Gilberto Gobbi) E SULLA MIA PAGINA FACE BOOK NELLE SEGUENTI DATE:

  1. 13/07/15 – Breve premessa alle schede dello Standard per l’ed. sessuale in Europa – OMS
  2. 01/08/15 – La decostruzione degli stereotipi
  3. 05/08/15 – I bambini nascono sessuati
  4. 07/08/15 – Educazione sessuale precoce nello Standard – OMS
  5. 11/08/15 –  La storia personale e i valori nello Standard – OMS
  6. 13/08/15 – Impianto generale dello Standard – OMS
  7. 17/08/15 – Dichiarazione d’intenti e ed. sess. Formale e informale
  8. 25/08/15 – L’importanza degli adulti nell’ed. sess.
  9. 28/08/15 – La scheda dallo 0 ai 4 anni
  10. 01/09/15 – La scheda dai 4 ai 6 anni
  11. 07/09/15 – La scheda dai 6 ai 9 anni
  12. 25/09/15 – La scheda dai 9 ai 12 anni
  13. 08/10/15 – La scheda dai 12 ai 15 anni
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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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Una risposta a SCHEDA DAI 12 AI 15 ANNI DELLO STANDARD/OMS – Gilberto Gobbi –

  1. Isabella ha detto:

    Io la ringrazio tantissimo per il suo impegno divulgativo che apre gli occhi e fa tremare i polsi.
    Spero di poter avere il piacere di ascoltarla presto e che vorrà venire a divulgare gli Standard dell’OMS a Sommacampagna. …

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