Il proprio vissuto sessuale infantile – Gilberto Gobbi –

 I bambini e la sessualitàIl proprio vissuto sessuale infantile – Gilberto Gobbi –

Ogni adulto, prima d’essere tale, ha attraversato le varie fasi della vita ed è stato bambino. E’ cresciuto in un nucleo familiare, si è posto una serie di interrogativi circa la nascita, la morte, il concepimento, ha elaborato in modo più o meno esplicito una sua teoria su questi aspetti della vita umana.

Prima di addentrarsi nello specifico delle problematiche sessuali del bam­bino, nel lavoro di gruppo si ritiene necessario di far ri­per­correre a ritroso ai parteci­panti un periodo della propria vita: ritornare nella propria infanzia, ai primi ricordi, ricollocarsi nell’ambiente fami­liare, a contatto con i propri ge­nitori, fra­telli, sorelle.

Questo lavoro per­mette di reperire ricordi, rivi­vere vissuti che sono rimasti im­pressi e provocano ancora oggi sensazioni ed emozioni, le cui radici si perdono nella lonta­nanza degli anni, ma che sono an­cora presenti con una pre­gnanza, i cui contenuti urgono per uscire allo scoperto.

Per tale obiettivo è somministrato un que­stionario come traccia di approfondimento sui pro­pri vissuti sessuali infantili. Non è un test con tanto di codifi­cazione e correlazioni tra le varie domande, ma un semplice questionario per poter condividere avvenimenti e vissuti.

L’obiettivo è di presentare una serie di quesiti per lavorare su di sé e, quindi, per facilitare l’impegno educativo con i pro­pri figli.

Così il questionario non è stato un interrogarsi fine a se stesso, ma uno strumento per imparare ad “ascoltarsi” su aspetti della cre­scita psicosessuale, che hanno determinato il percorso della propria successiva vita affettiva.

E’ una tappa del percorso formativo per facilitare la com­pren­sione di ciò che, in generale, vivono i figli di quell’età (dallo zero ai dieci anni), partendo da se stessi.

Il questionario, che segue, ripercorre problematiche ses­suali co­muni, che so­stanzialmente si ripetono nelle genera­zioni. Ciò che, invece, ogni volta cambia profondamente per ogni per­sona è la rea­zione soggettiva e il clima e l’ambiente familiare.

Ogni figlio vive i processi di crescita e gli stimoli am­bien­tali con una propria dimensione e intensità, che sono solo suoi.

A tale proposito occorre fare due precisazioni:

  • gli adulti, ogni volta che fanno il confronto tra la loro infan­zia e adolescenza con ho quelle dei figli, ri­schiano di ne­gare l’individualità dei figli e di volerli a “propria imma­gine e somiglianza”. Vi può essere nell’adulto la pretesa di saper capire quello che un figlio vive, perché egli è passato attra­verso la stessa esperienza, in tal modo non tiene conto della indi­vidualità del figlio;
  • in più, l’adulto deve tener presente che l’attuale ricordo di quel pe­riodo infantile e adolescenziale è filtrato da tutta l’esperienza che è stata in seguito accumulata e che ancor oggi influenza il ricordo stesso. Sappiamo che l’esperienza filtra il passato e la modifica.

Ad ogni modo l’’ascolto di sé, di quello che è stato vissuto, la percezione delle relazioni con i propri genitori e la presa di coscienza delle proprie reazioni all’ambiente, per­mettono di facilitare l’ascolto del figlio, di cogliere i suoi pro­blemi e di ricercare l’aiuto più consono, che spesso è quello di saperlo ascoltare.

Ogni figlio è diverso, come noi ci siamo differenziati dai nostri genitori e fratelli.

L’attenzione per ogni figlio dovrebbe portarci a dire: “I tuoi pensieri sono i tuoi pensieri. I tuoi vissuti sono i tuoi vissuti”.

Così il questionario è distribuito nell’ultima mezz’ora del primo incontro, in modo da chiarire le possibili dif­ficoltà, mentre la compilazione completa può essere fatta a casa, per conto proprio.Una volta compilato, ciascuno, se lo ritiene opportuno, lo può far vedere al rispettivo coniuge e commentare il conte­nuto assieme a lui.

La compila­zione a casa ha lo scopo di permettere a cia­scuno di entrare nella propria me­moria a far emergere il mate­riale in­fantile circa il vissuto della propria sessualità, distin­guendo, per quanto possibile, quello reale e originale dell’infanzia dalle sovrastrutture dei periodi successivi, che, come sappiamo, apportano delle incrostazioni e modifi­cano nel tempo i reali vissuti.

Sono date delle indicazioni, tra cui:

  • nelle risposte non soffermarsi sugli stereotipi culturali circa l’educazione sessuale “di una volta”, ma entrare nello specifico perso­nale. Per esempio, può essere uno stereo­tipo il dire “tanto, allora, non si parlava di sesso in casa”, o “da noi il sesso era un tabù”. Questo può essere un modo sbrigativo per non pen­sare, non analizzare ed evitare un argomento ancor oggi ritenuto scabroso, oppure è un at­teggiamento superfi­ciale con cui non affrontare il passato;
  • di fronte ad eventuali ricordi nebulosi, vi può essere l’opportunità di confrontarsi con fratelli, sorelle o anche con un genitore. Sempre se ritenuto opportuno.

L’analisi e l’approfondimento hanno una funzione catartica, quasi terapeu­tica, che permette una rielaborazione di fatti e situazioni an­chilo­sate nel passato. Si può con tale metodo, comprendere ulte­riormente i figli, facendo sempre le dovute distinzioni tra i propri vissuti e quelli loro.

Ad ognuno è dato il questionario con la se­guente conse­gna: cerchi di collocarsi entro i primi suoi dieci anni di vita e ri­sponda con tranquillità e spontaneità alle domande.

Anche lei, che mi legge, si munisca di matita e si prenda il tempo di pensare e rispondere ad ogni quesito, prima di pas­sare a leggere le altre parti del libro. [Gilberto Gobbi, I bambini e la sessualità, Ed. Centro Studi Evolution, verona, 2010]

Il questionario

. Da piccolo mi sentivo profondamente:

  1. maschio
  2. femmina
  • Mi vestivano da: 1 maschio  2  femmina
  • Preferivo giocare con:
    1. i maschi
    2. le femmine
    3. indifferente
  • C’è stato un periodo in cui volevo essere:
    1. un maschio
    2. una femmina
  • I compagnetti mi prendevano in giro per il mio comportamento da:
    1. maschio
    2. femmina
  • Ho chiesto ai miei com’ero nato
  • Ho fatto domande di come nascono i bambini
  • Avevo sentito parlare che la cicogna porta i bam­bini
  • Avevo sentito dire che i bambini vengono trovati sotto il cavolo
  • Avevo sentito dire che dei semini entravano nella pancia della mamma
  • Mi avevano detto che il papà mette il semino nella mamma
  • Aveva chiesto come escono i bambini dalla pan­cia della mamma
  • Chi gli aveva spiegato qualcosa sull’origine dei bambini:
    1. la mamma
    2. il papà
    3. fratelli e sorelle
    4. insegnante
    5. qualche amico, amica
    6. nessuno
  • Di norma dormivo nel lettone dei genitori
  • Di norma dormivo nel mio lettino
  • Andavo in doccia o in vasca con mamma
  • Andavo in doccia o in vasca con papà
  • Facevo la doccia e andavo in vasca con il fratel­lino o la sorellina
  • Ho chiesto il perché della differenza anatomica tra maschi e femmine
  • Qualche volta giocava con gli organi genitali
  • Se sì, i grandi mi sgridavano
  • Se no, i grandi non mi sgridavano
  • Ho fatto domande sulla nascita
  • Ho chiesto se mi avessero voluto
  • Alla scuola dell’infanzia, vedevo i bambini gio­care tra loro con i genitali
  • Vi sono stati giochi erotici con i fratellini
  • Vi sono stati giochi erotici con i cugini
  • Vi sono stati giochi erotici con i vicini di casa
  • Ho partecipato a giochi “del dottore”
  • I genitori mi spiegavano le cose del sesso
  • Quando chiedevo sul sesso, ero ascoltato
  • Ho praticato toccamenti, simili alla masturba­zione
  • Se sì, gli adulti la sgridavano
  • Sono stato picchiato perché scoperto a fare gio­chi sessuali con i compagni, i fratelli…
  • Sono stato molestato sessualmente
  • Qualche adulto esterno mi ha molestato
  • Qualcuno più grande della famiglia mi ha mole­stato
  • Mi è capitato di sentire rumori nella camera dei genitori e domandarmi che cosa facessero
  • Ero geloso del papà
  • Ero geloso della mamma
  • Ritengo di aver assistito a rapporti intimi dei pro­pri genitori
  • Vi sono dei ricordi dolorosi di quegli anni circa il sesso, che vorrei dimenticare
  • Ritengo che i genitori avrebbero dovuto essere più espliciti sul sesso
  • Il clima in casa circa la sessualità era:
    1. tranquillo
    2. morboso
    3. repressivo
    4. aperto
  • Vedevo programmi “scabrosi”alla TV assieme ai genitori
  • Ho trovato giornaletti pornografici in casa
  • Ho trovato preservativi in casa
  • Se sì, ho chiesto che cosa erano
  • In casa i grandi usavano le parolacce
  • A scuola ho imparato le parolacce
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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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