La storia personale e i valori nello Standard-OMS – G.G. –

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La storia personale influenza profondamente la vita sessuale attraverso le competenze relazionali, per cui  “tutti i tipo di valori e di norme comportamentali”  già in un’età precoce sono trasmesse  tramite i genitori, le altre figure educative, i mass media. Secondo lo Standard, col tempo, questi tipi di valori e di norme diventano stereotipi, che hanno profondamente condizionato e tuttora condizionano, in senso negativo, sia la concezione della sessualità sia i comportamenti sessuali, creando confusione tra funzioni, ruoli, comportamenti sessuali, desideri e volontà dei soggetti.

Ad una prima lettura dello Standard, si ha l’impressione che lo sviluppo sessuale sia visto come parte integrante  della personalità, in quanto viene precisato che a sottendere l’educazione sessuale è un  orientamento globale, che è classificato come olistico. Ma come abbiamo già avuto modo di sottolineare, è un falso orientamento olistico perché l’educazione è circoscritta alla dimensione fisica (il corpo), a quella psichica e relazionale della personalità. Anche se viene sottolineato  che la  sessualità si esprime a seconda delle fasi di sviluppo, sia a livello individuale oppure tra coetanei, “in un contesto di gioco o di presa in giro, come modalità per esplorare se stessi e gli altri”, la visione che ne emerge dallo Standard è limitata, senza alcun accenno alla dimensione spirituale dell’uomo, neppure come possibilità, perché milioni di uomini la ritengono fondamentale per la loro vita e quindi per il loro vissuto sessuale.

Quando nello Standard si parla di valori gli estensori del documento si riferiscono solo e unicamente ai valori sociali, determinati da un ambiente storico  e psicologicamente assimilati dal soggetto tramite la relazione. Pertanto norme e valori sociali formano la cornice entro cui il bambino si muove e sviluppa le percezioni, gli atteggiamenti e anche i confini del propri essere sessuato. Va sottolineato che i condizionamenti sessuali nel tempo si trasformano in stereotipi, così almeno appare dalla lettura del documento, e che sono fuorvianti rispetto al l’originario significato della sessualità. Così gli stereotipi sessuali sono quelli che per secoli hanno determinato un certo tipo di disparità sessuale e quindi di conflittualità di genere: in prospettiva tutto ciò  deve essere modificato verso una visione onnicomprensiva di qualunque forma di espressione della sessualità.

Nello Standard non vi è alcun riferimento a valori trascendenti, propri dell’uomo in quanto uomo. Anzi, quando si fa riferimento alla religione e ai suoi contenuti circa la sessualità, questi sono presentati come processi inibitori, negativi, come regole antiumane, che limitano la libertà della persona. Facciamo degli esempi. Se la religione presenta la continenza prima del matrimonio ciò viene considerato  limitante la libera espressione della sessualità e dell’amore; se considera l’aborto come un delitto, ciò viene visto come un andare contro la libera determinazione della donna per una maternità responsabile; se condanna i comportamenti omosessuali, ciò è ritenuto lesivo della libertà di poter vivere la sessualità come a ciascuno piace; se si oppone all’omogenitorialità, ciò è contro il diritto di ognuno di avere figli, non importa come, ma c’è questo diritto.

Pertanto, nell’educazione alla sessualità, qualunque riferimento a valori trascendenti, non solo è inopportuno, ma lesivo dell’onnipotenza umana. Non importa che i valori trascendenti rispondano a domande sul senso e sul significato della vita e della sessualità umana. Se la sessualità c’è,  va vissuta, ciascuno secondo le proprie mutevoli inclinazioni.

Un tipo di educazione sessuale, che non si apra alla trascendenza, almeno come possibilità, alla formazione di valori che diano senso e significato alla sessualità, al mistero della vita, è un’educazione limitata; sarà un’istruzione dettagliata delle funzioni genitali e relazionali, e in questo senso “olistica”, ma solo in questo senso. In psicologia il concetto di “olistico” si apre a possibili visioni dell’uomo che vanno oltre la fisicità e la relazionalità fisica. Cento e più anni di studi e approfondimenti psicologici, di scandagli dell’animo umano, ci avevano aperti al rispetto  di fronte al mistero della vita.

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Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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