Cristiani e atei davanti alla paura (1)

Cristiani e atei davanti alla paura (1)IMG00109-20120523-1955 (1) – Viviamo in un contesto di paura e di violenza, di terrorismo e di eversione, di tensione e di timore che una guerra micidiale distrugga quanto l’umanità ha costruito fin qui. Occuparsi della paura individuale e intrapsichica è utile per comprendere le implicanze globali, esaminare gli aspetti anche sociali e politici, ma a partire dalle risposte possibili che la fede può dare all’angosciosa domanda: “Paura, ma di chi? paura, ma perché?”.

I valori del cristianesimo non sono fondati sulla paura e sulla disperazione, ma sull’amore, sulla fraternità e sulla dignità di ogni singola persona umana. Tutto questo è anche testimoniato dalla storia civile, culturale e sociale, dal processo di civilizzazione e di promozione umana che la religione cristiana ha costruito progressivamente nel mondo.

Una visione “cattolica”, cioè universalistica nel tempo e nello spazio, del fenomeno della paura, della violenza di oggi, aiuta a scrutare il suo spessore nel modo giusto, senza minimizzare i fatti terrificanti che succedono ogni giorno, senza dimenticare tempi passati più bui del nostro presente dai quali l’umanità di è liberata grazie alle forze spirituali che animano la storia. Tra queste la forza della religione e della fede che suscita coraggio, forza e volontà di bene.

Il credente, con la chiarezza e l’oscurità che gli derivano dalla sua fede, può interpretare gli eventi storici leggendoli nella luce del “mistero di iniquità, assunto e redento dal mistero di amore di un Dio che si è fatto uomo ed è morto sulla croce.

E’ proprio della visione cristiana di non mitizzare gli eventi storici, di ridimensionare gli “idoli” posti come falso assoluto e come “moloch” a cui sacrificare l’uomo. Questi non ha avanti a sé altro Assoluto, se non Colui che, con il nome di Dio, si è manifestato Bene sommo, Amore infinito, fondamento ultimo della libertà.

Che sarà di noi? Dove andremo a finire? Sono domande che ci poniamo con perplessità, turbamento per ché la paura sembra imprigionare l’esistenza. Se la paura dovesse vincere, la vita diventerebbe impossibile, perché la paura si fa cattiva consigliera, diventa compagna infida del vivere quotidiano; la paura stravolge la visione della realtà, dilata a dismisura i confini del pericolo, che si fa tanto più minaccioso quanto maggiore spazio viene lasciato all’angoscia e alla disperazione.

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Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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