Le piccole cose

Le piccole cose

anse del fiume“Gli anziani raccontavano, ma ormai è passato tanto tempo ed è rimasto solo qualche filmato sperduto negli scaffali di qualche tra­smittente tv, che si era sparsa la voce che tra le montagne, su un grande altipiano, era atterrato un enorme disco volante. 

La voce as­sicurava che gli Extraterrestri, uomini come noi nelle sembianze ma diversi nella loro psiche, esaudivano le richieste di felicità dei terre­sti. Loro avevano trovato il segreto della felicità ed erano venuti sulla terra a farne parte con i terrestri.

File di macchine salivano lungo i tornanti della strada per l’altipiano. Chi saliva vedeva i primi arrivati scendere con dei pac­chi, che erano stati loro consegnati. Gli Extraterrestri erano forniti d’ogni cosa era loro chiesta e distribuivano in continuazione un pacco per persona, in cui era contenuto un desiderio di felicità.  L’ascesa continuò per mesi, di notte e di giorno. Ognuno, avuto il suo pacco di felicità, da aprire una volta tornato a casa, se ne an­dava. La stragrande maggioranza si dimenticava di ringraziare e scendeva in fretta ad aprire il pacco della felicità. Ciascuno aveva chiesto secondo criteri profondamente soggettivi; alcuni si erano lamentati perché il pacco era uno solo e dovevano scegliere.

Noi che cosa avremmo chiesto? L’amore? Una casa? Una pro­fessione? Tanti soldi? La guarigione da una malattia?

Ciascuno aprì il pacco e trovò quello che aveva desiderato. Per un po’ di tempo tutto funzionò secondo i desideri e ognuno era fe­lice. Poi, dopo breve tempo le persone incominciarono a non essere soddisfatte, la tristezza si diffuse. La delusione era scesa in città e molti maledirono il tempo perduto nel recarsi sulla radura dagli Extraterresti. Le scatole trovarono la loro sistemazione in un’immensa discarica a qualche chilometro dalla città.

Nel frattempo gli Extraterrestri se n’erano andati, dopo aver soddisfatto l’ultimo rimasto sull’altipiano. Era un signore di mezza età, spinto fin là più dalla curiosità che dalla necessità. Si era ac­campato da giorni su un prato, aveva alzato una piccola tenda e os­servava gli Extraterrestri e gli umani. Dopo che anche l’ultima mac­china si era allontanata sparendo dietro la curva, stava smontando la tenda per andarsene, quando il capo degli Extraterresti si avvicinò, dicendo: “Tu non chiedi nulla?” Rispose: “Vi chiedo l’augurio di poter continuare a vivere nella mia vita dei momenti felici. Per il resto penso di avere già tutto con me”. Gli fu fatto l’augurio e gli chiesero di accettare lo stesso una busta, con un foglio, che diceva: “Ogni giorno vivi le piccole cose positive che ti capitano, ciò ti permetterà di vivere momenti felici”. Lesse, ringraziò: era ciò che aveva scoperto da sé da alcuni anni, e scese a valle a riprendere la vita quotidiana.

Quella stessa busta si trovava in ogni pacco distribuito alle per­sone. Poche l’aprirono, lessero il foglio, trovarono il contenuto stu­pido e lo cestinarono. La stragrande maggioranza, presa dall’immediatezza di poter godere della felicità contenuta nel pacco, non aprì la busta, ma la gettò con gli scatoloni. Entro breve tempo venne a mancare il supporto per continuare ad essere felici. In città si diffuse una profonda tristezza.

Nel frattempo il signore di mezza età, sceso a valle, continuò a fare ciò che aveva da tempo scoperto e a diffondere la possibilità di vivere momenti felici, partendo dalla realtà d’ogni persona.

Qualche anziano raccontava che aveva poco successo, tuttavia vi furono delle persone che avevano incominciato a sperimentare che le piccole cose positive già di per sé danno serenità e gioia e antici­pano i momenti di felicità”. [Gilberto Gobbi, Le anse del fiume, ed. Amazon, 2012)

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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