L’immagine del sé corporeo nell’adolescente (Gilberto Gobbi)

L’immagine del sé corporeo nell’adolescente (Gilberto Gobbi)

[La formazione dell’immagine del sé corporeo ha una fondamentale importanza per lo sviluppo dell’identità psicosessuale e pertanto sull’orientamento sessuale della persona. Ripropongo di seguito tre pagine di un libro uscito nel 2012, che si collegano ad un capitolo su L’importanza dell’identità psicosessuale, in Sesso o amore, del 2014]

Verso la vita copertina“Con la crescita vi è la presa di coscienza di avere un corpo; percezione che è più complessa e articolata di quanto appaia a prima vista. Vi è, cioè, l’esperienza di un corpo che si manifesta sotto varie modalità, tra le quali: 1) il corpo organico, 2) il corpo vissuto e 3) l’immagine del corpo.

  1. Il corpo organico è un insieme di organi tra di loro intrinsecamente connessi che formano un tutt’uno: il corpo fisico, quello che sta male ed è soggetto a malattie e a disfunzioni; che viene curato e anche esteticamente modificato, ecc. A seconda dell’ambiente, dell’educazione e del tipo di relazione, il corpo diviene oggetto di particolare attenzione sino all’ipocondria da parte della persona, che vive una preoccupazione immotivata per le proprie condizioni di salute, accompagnata da disturbi fisici e stati di angoscia.

Non è raro il caso di preadolescenti ipocondriaci, che hanno sviluppato un’attenzione fobico-ossessiva sulle funzioni corporee. Sembra a causa di genitori troppo insicuri, ma particolarmente attenti e apprensivi di fronte alle malattie proprie e dei figli. Il preadolescente ha già di per sé un’attenzione particolare per il suo corpo che gli sfugge di mano e per le reazioni che non conosce, se vi è anche l’apprensione dei grandi, egli moltiplicherà la sua tensione sino all’iperriflessione (eccessiva attenzione) sul corpo. Essendoci già chi si occupa eccessivamente del suo malessere, egli tenderà a chiudersi e a tenersi dentro tanti interrogativi.

Consulterà un dizionario, qualche libro di medicina disperso in casa, internet è a portata di mano, vi sono anche i compagni a complicargli di più le cose. In particolare sugli organi sessuali e le loro funzioni sessuali, la curiosità non è mai sazia, malgrado l’illusione dei grandi di aver risolto tutto con un bel corso sul sesso a scuola o in parrocchia. Il preadolescente ha una particolare tendenza a confondersi. Logicamente l’iperriflessione sul corpo e le sue funzioni incide profondamente sui vissuti corporei e sul suo immaginario.

  1. Il corpo vissuto, invece, è la modalità interna con cui percepisce il corpo come soggetto, come espressione di sé, del proprio Io. E’ importante per la costruzione della sua personalità il vissuto circa la propria corporeità e la sua collocazione nello spazio e nel tempo. Il vissuto corporeo ha particolare incidenza sulla percezione di sé e sul modo con cui si vive nel passato, nel presente o nel futuro.

Il vissuto corporeo accompagna costantemente il soggetto nelle sue diverse fasi della vita e condiziona la persona di fronte ai vari fatti e avvenimenti. Ha un profondo collegamento con la costruzione dell’immagine di sé. Il preadolescente necessita di vivere il proprio corpo, di sentirlo proprio, di vederlo proiettato nel futuro mentre vive  bene il presente, cioè la sua preadolescenza. Se vi è l’iperriflessione corporea vi sarà anche un vissuto confusivo del proprio corpo e delle sue funzioni.

  1. L’immagine del corpo è la rappresentazione interna delle relazioni, dei legami, del riconoscimento globale o parziale del corpo nel rapporto con l‘Io. L’immagine del sé corporeo viene da molto lontano, nasce nella prima infanzia, come un processo inconscio e accompagna il soggetto per tutta la vita, subendo delle modifiche secondo le situazioni e i vissuti di queste situazioni. Logicamente fa parte dell’immagine globale di sé, a cui appartiene la percezione sintetica della propria persona. Per ogni persona, ma in particolare per i ragazzi e le ragazze in fase di sviluppo e di maturazione, è importante che l’immagine globale di sé e quella particolare del sé corporeo sia adeguata, congruente con la realtà interna ed esterna. Un’ipertrofia nell’immagine di sé porta il soggetto a ipervalutare le proprie possibilità, capacità e quindi a porsi nella relazione con gli altri in modo profondamente errato, mentre una sottovalutazione nell’immagine di sé favorirà la chiusura, il rifiuto di fronte alle mete da conquistare, vi sarà un atteggiamento di rinuncia.

Una maggiore conoscenza del proprio corpo e delle sue modalità espressive, favorisce il preadolescente nella sua crescita, nell’acquisizione di un’immagine equilibrata di sé, di avere una concezione più consona circa il valore del proprio corpo e di quello degli altri. Ciò è favorito da un’educazione che ricomponga l’unità psicofisica e valoriale della persona, in cui il corpo assume la sua funzione di parte integrante dell’identità di persona.

Ci si può domandare: i corsi sull’educazione sessuale, proposti dalla scuola, hanno questi obiettivi? Oppure si fermano ad una accurata informazione sulla fisiologia del corpo? “(Gilberto Gobbi, Verso la vita. Percorsi di crescita per il preadolescente e la sua famiglia, Fede & Cultura, Verona 2012, pp. 26-28).

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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