La ricerca dell’identità psicosessuale – G.G.

La ricerca dell’identità psicosessuale – G.G.

Scan0003In un precedente libro, I bambini e la sessualità[1] affermavo che tra le mille domande dei bambini vi è anche quella sull’identità sessuale: l’essere maschio o femmina e il sentirsi maschio o femmina. I bambini si pongono queste ed altre domande e a volte chiedono agli adulti perché si è maschio o perché si è femmina. I bambini pongono queste domande con una intensità diversa a seconda dell’età e si soffermano in particolare sulla diversità anatomica: per loro quanto  è evidente è anche reale, ed è ovvio che per loro la connotazione anatomica sia indice di identità psicosessuale. Peccato che gli adulti oggi siano  decisamente confusi e non sappiano più affermare con i loro figli quanto fino a ieri era evidente.

I bambini, nel periodo della loro crescita e della percezione della loro identità psicocorporea, hanno una particolare sensibilità alla identità psicocorporea dei propri compagni e compagne: “I giochi, le prese in giro, le affermazioni esplicite, le allusioni e la ripetizione di epiteti segnalano che nella seconda infanzia il problema è presente. I bambini ridono, si coprono la faccia, canzonano, fanno gesti irrisori, ripetono cattiverie”[2].

L’identità urge dentro la psiche e il corpo della persona, sin dai primi momenti della vita, ed è evidente in particolari fasi dello sviluppo della personalità. Per una equilibrata formazione della personalità, è necessario che gli adulti riescano a cogliere gli aspetti profondi dell’identità personale e a creare un clima psicoaffettivo che favorisca una crescita armonica delle varie dimensioni della personalità, tra cui quella dell’identità sessuale. Sappiamo che lo sviluppo dell’identità comporta un’articolata interazione tra mente e corpo, tra aspetti intrapsichici ed extrapsichici, tra l’individuale e il sociale.

Il feto si sviluppa come maschio o come femmina a partire dal patrimonio genetico e dall’apparato ormonale. Alla nascita – e ora anche prima con l’ecografia – ogni individuo viene identificato come maschio o come femmina in relazione alla conformazione degli organi sessuali esterni e come tale gli viene attribuito un nome e viene codificato con un’identità maschile o femminile. L’identità sessuale biologica è determinata dall’avere un assetto ormonale a prevalenza di testosterone o di estrogeni primari o secondari, morfologicamente di tipo maschile o femminile. Non sono solo i genitali che fanno un uomo o una donna: è la struttura su sui costruire l’identità psicosessuale.

Con la nascita il bambino e la bambina con la nascita entrano a far parte dell’interazione familiare e del contesto sociale,  s’immergono in un insieme di regole e di comportamenti e si confrontano con le attese familiari e sociali, relative al proprio sesso di appartenenza. Nel tempo,  in ogni gruppo sociale si sono stati codificati dei ruoli, che vengono attribuiti a ciascun sesso e ai quali ciascuno si deve adeguare. Inoltre, in ogni  famiglia vi è una percezione particolare sull’identità  di ogni membro.

Così, con la nascita inizia il percorso individuale di acquisizione, di strutturazione e di consolidamento dell’identità psicosessuale (identità di genere), che prevede fasi differenti. Tra i 2 e 3 anni, con l’acquisizione del linguaggio, il bambino maschio parla di sé al maschile e la bambina al femminile. A questa età il bambino ha chiara la percezione della propria identità sessuale (sesso maschile o femminile) e, pertanto, s’identifica come maschio oppure come femmina. Questo è un fenomeno che è davanti agli occhi degli adulti tutti i giorni, è un dato di realtà.

Tra i 6 e 7 anni, alla conclusione della fase edipica,  i bambini acquisiscono la continuità temporale. Nello stesso periodo si strutturano la costanza e la permanenza di genere  e il bambino percepisce di essere maschio o  femmina, e che rimarrà tale per sempre.

E’ logico che, per il processo di acquisizione dell’identità psicosessuale nei bambini,  la relazione psicoaffettiva e il confronto con le figure primarie sono determinanti, come vedremo meglio in seguito.

L’altro periodo determinante per l’identità psicosessuale è quello dell’adolescenza, quando  si strutturano e si definiscono sia l’identità sia l’orientamento sessuale, ossia   raggiunge l’intima convinzione della propria mascolinità o femminilità. [Estratto da Gilberto Gobbi, Sesso o amore. L’importanza dell’identità psicosessuale, Ed. Fede & Cultura, Verona 2014, pp. 73/75]

[1] G. Gobbi, I bambini e la sessualità. L’educazione affettivo sessuale da 0 a 10 anni, Ed. Centro Studi Evolution, Verona 2010, pp.81/91.

[2] G. Gobbi, Op. cit., 2010, p. 83.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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