Chi è l’uomo? (Gabriele Kuby)

Chi è l’uomo?

“L’uomo, diversamente dall’animale, è dotato di ragione e libertà. La teoria dell’evoluzione si sforza di spiegare che la differenza sostanziale tra uomo e animale non è essenziale e che il nostro genoma differisce di poco da quello della scimmia. Coloro che vogliono che sia valida solo questa concezione hanno preso una posizione di valore Essi vogliono che tale differenza sia trascurabile. E non vogliono che i motivi che portano a questa decisione provvisoria vengano sottoposti alla luce della ragione. Perché questo zelo nell’assimilare l’uomo all’animale?

Non vi è altri che veda l’uomo più importante di quanto lo faccia il Dio dei cristiani: “Sia fatto l’uomo a nostra immagine, a noi simile”, dice nelle prime pagine della Bibbia, e un paio di righe oltre: “Dio creò dunque l’uomo a sua immagine: lo creò a sua immagine. Lo creò uomo e donna” (Gen. 1, 26-27). Gli uomini dovrebbero esultare per una promessa di tali dimensioni. Eppure in tanti non vogliono saperne di questo Dio che ama poiché esige dall’uomo che egli impari ad amare.

Coloro che accettano la somiglianza a Dio e l’unicità della persona considerano le differenze come essenziali. Alcuni esempi:

L’uomo è cosciente di sé.

Egli può domandare da dove viene e dove è diretto.

Egli può dominare i propri impulsi.

Egli ha la libertà di decidersi per il bene o per il male.

Egli può dare la propria vita per i suoi amici.

Egli può onorare le feste.

Egli può creare grandiose opere d’arte.

Egli può lodare e magnificare Dio.

Chi trova essenziali le differenze con l’animale difende l’uomo dagli attacchi alla sua dignità, difende le tante debolezze al cospetto delle poche forze.

Mentre il comportamento dell’animale è regolato dall’istinto e dall’impulso alla soddisfazione immediata del bisogno, per l’uomo invece si apre obiettivamente uno spazio di libertà nel quale deve e vuole prendere una decisione. Nessuno può sottrarre all’uomo la sua libertà ultima, poiché egli può donare la propria vita pur di restare fedele al bene. L’animale no. Come riconosce, l’uomo, ciò che è buono e giusto, ciò che è cattivo e falso, ciò che deve fare? E come potrà fare, per disposizione e abilità, ciò che ha riconosciuto come buono e giusto??

A questo rispondono la religione, la teologia e la filosofia.” (Gabriele Kuby, Gender revolution, Il relativismo in azione, Cantagalli, Siena 2008, pp. 14-15)

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