Aspetti statistici dell’orientamento omosessuale

Aspetti statistici dell’orientamento omosessuale

Le persone che convivono con un orientamento omosessuale rappresentano una percentuale molto ridotta della popolazione. Secondo uno studio realizzato negli Stati Uniti nel settembre del 2011, le “coppie” composte da persone dello stesso sesso rappresentano lo 0,55% dei nuclei americani. Nel 2010 c’erano 650.000 nuclei composti da persone dello stesso sesso di cui 132.000 “sposati” e questo rappresenta una percentuale molto ridotta rispetto alla popolazione americana e a partire dalla quale non sarebbe logico e coerente ripensare la coppia, il matrimonio e la filiazione al di fuori della relazione composta da un uomo e da una donna, i soli a formare una coppia.

Secondo uno studio realizzato in Francia nel 1992, il 4,1% degli uomini e il 2,6% delle donne hanno dichiarato  di aver avuto, almeno una volta nella vita, un’esperienza omosessuale. Al momento dell’ultimo sondaggio pubblicato nel 2008, si nota che in totale il 4%% delle donne e il 4,1% degli uomini tra i 18 1 i 39 anni dichirano di aver sperimentato pratiche sessuali con un partner dello steso sesso (cfr. La sexualité en France, Rapport de Bajos Nathalie et Bozon Michel, Inserm). Se si tolgono da queste percentuali le esplorazioni adolescenziali, le pratiche di reazione e di sfida e il bisogno di rispondere alle pressioni di una moda, il numero delle persone definite “omosessuali” si riduce in maniera considerevole. Gli statistici dello studio sopra citato hanno registrato che, nell’anno di riferimento, l’1,1% degli uomini e lo 0,3% delle donne hanno avuto contatti sessuali con una persona dello stesso sesso.

Se questa è la realtà, vi è quindi uno sfasamento importante tra la rappresentazione sociale e la pratica reale dell’omosessualità nella società.

L’invasione e la manipolazione delle immagini da parte dei media, l’ascendente degli interventi dei militanti e gli effetti della moda che si diffondono nella società a   di omosessuali quando questo è in realtà esiguo causa dell’alterazione del significato della differenza sessuale danno l’impressione di un numero importante.  In compenso constatiamo come gli interventi dei militanti possano destabilizzare personalità immature (giovani e adulte), che vengono incitate a rimanere o a ritornare a identificazioni primnarie e a far regredire il processo di elaborazione delle pulsioni parziali. (Tony Anatrella)

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Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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