Ti accusano di omofobia anche se non apri bocca – Renzo Masi

Ti accusano di omofobia anche se non apri bocca di Renzo Masi -12-11-2013 – La nuova bussola quotidiana

Sentinelle in piedi e contromanifestazione pro-gay


 Il disegno di legge Scalfarotto in materia di omofobia non è ancora stato approvato definitivamente dal Parlamento e già si moltiplicano nel nostro Paese i casi di intolleranza nei confronti di chi, senza offendere o discriminare nessuno, si dichiara dalle parte della famiglia naturale o chiede semplicemente il rispetto delle proprie opinioni.
Se molti avranno infatti sicuramente ben presente il caso di Guido Barilla, esposto a una vera e propria gogna mediatica ed etichettato come “omofobo” solo per aver detto “per noi il concetto di famiglia sacrale rimane uno dei valori fondamentali”, ecco arrivare da Bergamo un nuovo inquietante paradosso: è possibile essere additati come omofobi anche restando completamente zitti.
Siamo nel capoluogo orobico, nel pomeriggio di sabato 9 novembre, giorno scelto dalle “Sentinelle in Piedi – Bergamo” per manifestare il loro dissenso contro il ddl Scalfarotto e in difesa della libertà di opinione. Le “Sentinelle”, gruppo apartitico e non confessionale presente in molte città d’Italia, si riuniscono pacificamente, sul modello dei Veilleurs debout francesi che si oppongono alla legge sulle unioni omosessuali imposte dal governo francese: si dispongono per un’ora su una piazza, restando in piedi immobili e immersi nella lettura silenziosa di un libro. A fine settembre a Bergamo se ne erano radunate circa 120, il 5 ottobre a Milano erano più di 500 e nuovi gruppi stanno nascendo in molte città d’Italia.
La posizione dalle “Sentinelle“ è quella espressa dal portavoce Carlo ed è molto chiara: «Il ddl Scalfarotto andrà a minare le libertà di espressione e manifestazione del proprio pensiero garantiti dalla Costituzione. Se questa legge passasse, chiunque affermerà pubblicamente che la famiglia è solo quella naturale fondata sull’unione tra uomo e donna o chi si opporrà all’adozione per coppie omosessuali potrà andare incontro a una denuncia penale per omofobia, punibile con il carcere. Noi Sentinelle vegliamo per chiedere il rispetto della libertà di opinione».
Di questi tempi è più che sufficiente per essere additati come omofobi: così almeno la pensa il gruppo “Bergamo contro l’omofobia”, che si è presentato in piazza per opporsi alle “Sentinelle”.
«Siamo qui per protestare contro questa manifestazione omofoba – spiega una ragazza in un video diffuso in rete – La protesta delle Sentinelle non ha senso di esistere perché lede la libertà di tanti omosessuali che ogni giorno si devono battere per cercare di sopravvivere in una società omofoba».
Lo scenario che si viene a creare nel giro di pochi minuti è questo: da una parte circa 170 Sentinelle in piedi, immobili e silenti, ciascuna immersa nella lettura di un libro differente, dall’altra un chiassoso gruppo di manifestanti tutti con in mano la copertina di un libro intitolato “Le cose cambiano”. Il tutto accompagnato da uno striscione con una frase di Camus (“Chiamo imbecille chi ha paura di godere”) e da alcuni sfottò.
Parlando delle Sentinelle, una di loro afferma: «Sono persone come queste che acuiscono il fenomeno dell’ omofobia: la loro è chiaramente omofobia e mi auguro che i suicidi di omosessuali degli ultimi tempi pesino sulle loro coscienze». Per tutta la durata della veglia alcuni di loro passeggiano tra le file dei veglianti lanciando provocazioni e sventolando bandiere arcobaleno
La reazione delle Sentinelle è tra lo stupito e il soddisfatto: «Alcune manifestanti hanno detto di essere rimaste spiazzate dalla nostra protesta pacifica e silenziosa. Lo dimostra il fatto che hanno provato a imitarla anche se distorcendola: noi infatti avevamo in mano tanti libri diversi, simbolo del fatto che ognuno di noi porta in piazza la sua cultura e il suo pensiero, mentre loro avevano tutti in mano la copertina di un unico libro che non stavano nemmeno leggendo – spiega uno dei coordinatori delle Sentinelle – Soprattutto, noi non siamo scesi in piazza contro qualcuno, tantomeno contro gli omosessuali che rispettiamo, ma solamente per chiedere di poter continuare ad esprimere la nostra opinione, cosa che non sarà più possibile se questa legge andrà in porto».
Al termine della veglia i partecipanti di “Bergamo contro l’omofobia” passano ai veri e propri insulti, ai buu, ai “rinchiudeteli in manicomio” e agli immancabili baci gay. La prossima riunione delle “Sentinelle” è in programma a Verona per domenica 17 novembre
Ora la domanda che si fanno i coordinatori delle “Sentinelle” bergamasche sorge spontanea: se ora è già possibile essere accusati di omofobia senza nemmeno aprire bocca, quale sarà lo scenario una volta che il ddl Scalfarotto verrà approvato?
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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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