In libreria – Figli: senza amore le regole non bastano

In libreria – Figli: senza amore le regole non bastano

Il 10 marzo 2013 il settimanale VERONA FEDELE” ha pubblicato una recensione del libro di Pier Paolo Le regole non bastano. Come educare i bambini all’obbedienza, all’autonomia e alla felicità, Ed. Centro Studi Evolution, Verona 2012.photo

Riporto la recensione:

“Assai diverso da un asettico e scientifico “manuale del perfetto genitore”, questo saggio dello psicomotricista Pier Paolo Gobbi nasce da un contatto vivo e costante non solo con i bambini, ma soprattutto con le loro famiglie: dei genitori sembra comprendere non solo le ansie e le paure, le insicurezze e le perplessità, ma soprattutto le potenzialità di bene e di sapienza educativa, cercando di stimolarli alla riflessione sulla propria esperienza e alla concreta scoperta  di risorse nascoste tra le pieghe della vita quotidiana.

Del colloquio, infatti, dell’incontro tra persone vive e reali il libro ha l’importanza stilistica: l’autore si rivolge spesso ai lettori, ponendo quesiti, suggerendo ipotesi e raccontando, come in presa diretta, non solo la propria esperienza di psicomotricista, ma anche quello di padre, di marito e di figlio, richiamando l’attenzione, sottolineando i passaggi portanti del discorso e coinvolgendo così i suoi interlocutori.

L’itinerario tra le esigenze dei bambini (“amore, presenza e regole”) e le possibili risposte degli adulti prende le mosse da una favola ‘pedagogica’: un piccolo villaggio, lontano lontano, in cui tutti si prendono cura di ciò che appartiene a ciascuno come alla comunità, e nel quale i bambini sono felici; un vecchio saggio, un mago buono, un castello, una maestra, un bambino e una bambina e le loro rispettive famiglie introducono i lettori a una riflessione chiara, vivace e coinvolgente sull’amore, che non va confuso con l’accondiscendenza né con il rigore insensato; sulla presenza, che richiede una maturazione dell’adulto e una sua crescita profonda; e sulle regole, che sono necessarie per la vita non solo dei bambini, m anche di tutto il nucleo familiare.

Poche regole, chiare, condivise e rispettate: sono indispensabili perché l’amore e la presenza siano un’armonia che nutre e aiuta a crescere. Il bambino, scrive, l’autore, ha bisogno di questa “grande musica”: la sua esigenza più profonda (“di dipendenza” o “di contenimento”) è bisogno di incontro con un tu che l’accolga e lo curi, lo contenga e lo protegga, lo introduca gradualmente alla realtà, lo aiuti a crescere e a camminare per diventare uomo e giungere a scoprire il significato della realtà e della vita, per farne un’opera d’arte unica e preziosa.

Anziché stigmatizzare gli errori di molti genitori, tiranneggiati dai figli e incapaci di gestirli nella vita quotidiana, succubi dei desideri immediati dei bambini e convinti di agire per il loro bene assecondandoli in tutto, l’autore stimola i suoi lettori e interlocutori a una riflessione concreta, coinvolgente e fiduciosa, certo che ogni coppia possa trovare in sé la sapienza educativa di cui ha bisogno, a patto che accetti, pienamente e senza compromessi, 2l’avventura della vita” e ne comprenda la bellezza.

“Il vero contenuto dell’educazione – conclude l’autore – il suo cuore, è sempre la testimonianza grata di un bene che si vive”. E’ per questo che “le regole non bastano”, se non sono intimamente unite alla presenza e all’amore.”

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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2 risposte a In libreria – Figli: senza amore le regole non bastano

  1. Elena ha detto:

    Nei giorni scorsi ho terminato la lettura di questo libro.
    La recensione di Verona Fedele è ben chiara e sintetizzata.
    Come lettrice mi ha portato a ripensare alla mia infanzia, all’educazione trasmessa dai miei genitori e all’affetto. Ora come genitore rivivo un po’ ciò che ci è stato insegnato, ma volendo non ripetere alcuni errori, a volte si potrebbe cadere nella trappola di essere condotti dai figli. Grazie all’appoggio di questa piccola “guida”, che a mio avviso, è l’equilibrio perfetto tra due altri libri da me letti, intitolati, “I no che aiutano a crescere” e “Fate la nanna”, mi aiuta ad essere ulteriormente consapevole che ciò che testimonio oggi serve per la crescita dei miei figli domani, pur rispettando semprela loro identità a realizzarsi come uomini. Come già ci ricorda in un suo libro Gilberto Gobbi, riuscire a capire che ogni figlio vuole essere differente da un altro, anche nella sua ribellione, ci stimola ad aiutarlo ad amarlo sempre di più, per poter fargli comprendere di appartenere ad un bellissimo puzzle, di diverse forme, anche se, dopo un certo numero, ripetitive, ma pur sempre di colori e sfumature diverse dalle precedenti.
    Nessun’altro può occupare tale spazio, se non lui.
    Tutto questo per dire che il ruolo del genitore è vero che è una continua sfida, ma è pur sempre una maggiore soddisfazione sentirsi sicuri di poter far crescere persone che si sono sentite amate per quello che erano. Solo così riusciranno a trasformarsi e trasmettere l’Amore che a loro gli è stato dato e proseguire nel cammino di quel reticolo che non ci è ancora del tutto chiaro…
    Proprio per questo ho apprezzato moltissimo la testimonianza VERA dell’autore. GRAZIEEE!
    vorrei concludere con un esempio che mi passava continuamente per la mente mano a mano che leggevo il libro. Quando ero piccola vedevo nei canali di irrigazione l’acqua che scorreva in una sola direzione e questa serviva proprio per portare l’acqua alle piante e ai terreni nei periodi di siccità, ovvero quando quella piovana non era abbastanza (quindi si dava fiducia/speranza alle piante a resistere). Come era meraviglioso vedere che pur lo scorrere dell’acqua ad ogni “spanta” non raggiungeva tutte le piante, con l’aiuto di una semplice barra appoggiata ad un cavalletto e direzionata verso di loro poteva raggiungere anche loro; se questo non era vero lavoro per aiutare, e mi viene da aggiungere, farsi aiutare nella crescita per la sopravvivenza, allora ditemi voi. Senza questa sensibilità e amore sarebbero morte.
    Ora mi sento di farvi una confidenza: io, a casa ho un grande predicatore, ma i nostri figli quando è sera e mattina fanno un reset ed è proprio per questo che la nostra testimonianza, il nostro calore, il nostro volerci bene, miscelati insieme, contano più di tante altre cose.

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