Conclusione – G.G.

CONCLUSIONE

 “Il percorso attraverso il periodo della preadolescenza ci hpreada permesso di affrontare molti aspetti della formazione della personalità che interessano non solo il ragazzo, ma ogni persona nelle differenti età. Per questo mi sono soffermato su dinamiche maturative, in cui l’adulto è coinvolto sia come individuo sia come genitore/educatore. L’adulto non può barare di fronte ai ragazzi in crescita: ci deve essere come persona con la sua progettualità  e con la prospettiva di un suo cammino di maturità.

L’obiettivo di queste pagine è l’osservazione della vita psicoaffettiva, della crescita e della maturità del ragazzo preadolescente, come protagonista della propria crescita accanto alle figure genitoriali e dei vari educatori, visti come facilitatori del processo di maturazione.

Mi sono dilungato sulla famiglia, sul ruolo dei due genitori e sulla loro corresponsabilità nel creare il clima psicoaffettivo, in cui i figli affrontano le problematiche della loro crescita.

Ho affermato, ma è evidente, che i genitori per i loro figli restano sempre genitori, in eterno genitori, anche dopo una separazione, un divorzio e la costituzione di un nuovo nucleo familiare o l’abbandono del figlio. Sono le prime e le più importanti persone della propria vita. Nonostante le contrarietà future, nel profondo della psiche, restano tali per sempre. I due genitori potranno essere allontanati, rifiutati, negati, anche odiati, ma rimangono le radici della vita e come tali nessuno li può sradicare, in alcuni casi solo la patologia.

Il preadolescente ha una madre e un padre e come tali li vuole.

Nella sua ambivalenza sa dare soddisfazione e gioia per avergli dato la vita. Da parte sua il figlio ha bisogno di sentire la soddisfazione e la gioia di essere stato messo al mondo. Vive un’età meravigliosa e conflittuale, informe e in fase di strutturazione. E’ capace di grandi slanci, di decisioni impegnative, come di abbattimenti, depressioni, abbandoni.

L’ambiente familiare lo abilita in parte ad affrontare la realtà circostante con criteri e valutazioni, che egli prima utilizza e poi ridimensiona, per crearsi un suo modo di collocazione nello spazio e nel tempo, come persona adulta.

Ben venga il suo senso critico nei confronti dell’ambiente familiare, se serve agli adulti a porsi in un atteggiamento di revisione e di ricostruzione della relazione, per un clima psicoaffettivo familiare, che faciliti la crescita dei singoli membri e la maturazione della famiglia.

 E’ stato analizzato ciò di cui ha bisogno il preadolescente, per questo ci si è anche dilungati sulla responsabilità formativa dei vari operatori dell’educazione. Hanno tra le mani dei ragazzi, che attraversano un periodo particolare e vivono situazioni di crescita e di sconvolgimento generale. Essi hanno bisogno di persone mature per confrontarsi e proiettarsi verso orizzonti per un’armonica crescita globale delle diverse dimensioni psicologiche, affettive, sociali e spirituali.

Essere educatori significa essere esperti nel facilitare la maturazione dei giovani nei differenti ambiti della personalità.

Non a caso ci si è soffermati su tre aspetti fondamentali dell’educazione: quella della formazione della coscienza morale, l’educazione ai valori e l’apertura alla trascendenza e alla religiosità. Sono tre ambiti che, di norma, nell’educazione vengono solo accennati, anzi spesso dimenticati come se ci fosse un automatismo educativo, in cui il “fai da te” sia il fattore basilare della formazione di queste dimensioni. Le persone, deprivate da questa concezione riduttiva dell’educazione, non si contano, come le intelligenze monche da questo modo di concepire l’educazione.

La formazione della coscienza morale, l’educazione ai valori e l’apertura alla trascendenza e alla religiosità sono fondamentali per la formazione della personalità, per l’equilibrio nelle famiglie e per la stessa società.

 Ritengo che l’attuale emergenza educativa sia il risultato di questa carenza educativa principalmente in questi settori, sia in famiglia sia nelle varie agenzie educative.

E’ emergenza di persone adulte, formate e responsabilmente capaci di proporre con la parola e con il comportamento che credono nella formazione della coscienza morale, vivono e propongono dei valori, sanno scegliere di fronte ad una loro gerarchia e favoriscono nelle nuove generazioni l’apertura alla trascendenza e alla religiosità.

Un piccolo e modesto contributo spero di averlo dato in questo senso con il presente lavoro sui giovani preadolescenti e la loro famiglia.

L’emergenza adulti necessita di persone disponibili, di impegno, di tempo e di grazia di Dio.

[da Gilberto Gobbi, Verso la vita. Percorsi di crescita per il preadolescente e la sua famiglia, Ed Fede & Cultura, Verona 2012, pp. 120-122]

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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Una risposta a Conclusione – G.G.

  1. blog ha detto:

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