Perché ti sposi? Gilberto Gobbi

Perché ti sposi?

Ero stato chiamato a conversare con un gruppo di fidan­zati, in un corso di preparazione al matrimonio.  Dopo il saluto e le presentazioni di ciascun partecipante, individualmente e come coppia, rivolgevo una domanda diretta: “Perché ti sposi? Cioè, che senso ha per te il matrimonio?”

All’inizio dell’incontro questa domanda aveva spiazzato molti dei partecipanti. Una ragazza, al mio incalzare con la domanda, affinché ognuno desse la sua risposta, disse: “Ma che cosa vuole sentirsi dire?”  Risposi che non volevo sentirmi dire nulla, ma ciascuno desse la sua risposta in merito, come sentiva e viveva il senso del matrimonio. L’obiettivo era di coin­volgerli nella riflessione su quanto stavano facendo: il matri­monio. Alla fine dell’incontro hanno convenuto che la do­manda era pertinente e che era il momento adeguato per por­sela. Se non se la facevano ora, a quando?

Ecco alcune risposte, tenendo presente che ci troviamo in un corso di preparazione al matrimonio-sacramento:

– Il matrimonio è il senso del completamento della nostra unione.

– Il matrimonio permette di stipulare un patto con Dio.

– Una relazione di coppia esige che sia proclamata di fronte alla società. E il matrimonio è questo: un patto.

– Non è solo un patto privato, ma coinvolge anche la so­cietà, perché siamo esseri sociali.

– Onestamente non vedo alcuna differenza tra lo sposarsi e il convivere. Nella relazione quotidiana tra i due non cam­bia nulla.

Già in queste brevi risposte sono presenti aspetti impor­tanti della scelta matrimoniale: il completamento della coppia, il rapporto con il sacro in cui Dio è parte integrante della rela­zione coniugale, l’aspetto sociale e pubblico della relazione di coppia, la concezione molto diffusa circa l’uguaglianza tra matrimonio e convivenza.

Logicamente, trovandomi in un corso per fidanzati, in am­bito ecclesiale, la mia domanda comprendeva un duplice signi­ficato: il senso del matrimonio in generale e nello specifico il senso del matrimonio-sacramento.

Sappiamo che il matrimonio-sacramento è per sempre, in­dissolubile, “nella buona e nella cattiva sorte, fino che morte non vi separi”. Non è fino che tu mi ami o io ti amo o fino a quando tu dai risposte positive alle mie richieste, ai miei bisogni, oppure fino all’età adulta dei nostri figli affinché non soffrano troppo per la nostra separazione, o ancora fino a quando non m’imbatterò in un’altra persona migliore di te o in­vece la incontrerai tu.  Non è così, è indissolubile.

Il matrimonio civile, invece, è solubile, si può sciogliere in qualunque momento della vita con il divorzio, dopo la separa­zione.

Sia il matrimonio civile e sia quello religioso comportano sempre degli aspetti giuridici qualora si acceda alla separa­zione. Questo è un dato di fatto.

Alcune persone, per evitare problemi in tali possibili circo­stanze, ritengono più conveniente convivere. Anche perché vi è una diffusa convinzione che non vi siano differenze per la vita della coppia, né psi­cologiche né sociali, tra il matrimonio e la convivenza . Se due persone si amano, che cosa impedisce loro di convivere more uxorio?Perché cercarsi complicazioni con il matrimonio?

Sono state due ore di conversazione, di approfondimento, di chiarimenti, di incertezze, di sospensioni. Di ricerca e di chiarezza sulle motivazioni implicite ed esplicite su perché ti sposi?

Ritengo fondamentale, per il futuro della coppia, far emer­gere le motivazioni implicite ed esplicite che portano al matri­monio, cioè prendere coscienza delle motivazioni e delle im­plicazioni reali che le stesse motivazioni hanno sulla decisione di sposarsi o di convivere.

 Ritengo che con i giovani, e anche con i meno giovani, occorra essere chiari, schietti, diretti, senza ammorbidire o nascondere i problemi, specialmente quelli connessi con decisioni che condizionano per sempre la vita psicoaffettiva propria e di altre persone. La decisione di sposarsi coinvolge sé ed altri soggetti in aspetti della vita affettiva e cognitiva, di cui è diffi­cilmente quantificabile l’investimento.

Il matrimonio è un in­vestimento totale per la vita. Occorrono idee chiare e determi­nazione, conoscenza di sé, del partner, degli obblighi del ma­trimonio. E’ una scelta, e dovrebbe essere una scelta di libertà. E’ compito dell’adulto essere esplicito e responsabile.

Se sei chiaro con loro, te ne saranno grati. Al momento ri­schi di essere considerato sorpassato, ma successivamente si ricorderanno che in passato qualcuno aveva chiamato le cose con il loro nome.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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3 risposte a Perché ti sposi? Gilberto Gobbi

  1. Giovanni Andrea De Guidi ha detto:

    Un argomento molto interessante. Sarebbe bello che ne parlasse ancora, soprattutto che approfondisse il fatto che sia diffusa la convinzione che tra matrimonio e convivenza non ci siano differenze psicologiche o sociali per la vita di coppia.

    • gilgobbi ha detto:

      L’argomento proposto, connesso allo sposarsi o alla convivenza e alla concezione diffusa che tra i due non vi sia alcune differenza, sarà oggetto di una prossima trattazione e, pertanto, sarà diffuso sul blog. Grazie della richiesta.

  2. Dexter ha detto:

    Educational diverso, si tratta di una boccata d’aria fresca per trovare finalmente un po ‘di buoni contenuti su internet.
    Sono sinceramente contento di trovare un blog che non è
    pieno di spazzatura ognidove. Vi benedico.

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