Motivazioni alla cura e al cambiamento – Gilberto Gobbi

Motivazioni alla cura e al cambiamento – Gilberto Gobbi

 Quali sono le motivazioni, che spingono un cliente ad an­dare in psicoterapia?

Ritengo che siano le stesse che hanno spinto le persone a ricer­care aiuto fin dall’inizio dell’umanità. La necessità d’es­sere aiutati in situazioni psicologicamente disfunzionali, in cir­costanze difficili, anche per un confronto, per l’esigenza di sentirsi ascoltati ed accet­tati.

Vi sono persone, che avendo necessità d’aiuto, vanno in psicote­rapia non pienamente convinti e motivati, ma perché spinti da parenti e conoscenti o dalla stessa curiosità. Altre vanno piene di fiducia, con attese miracolistiche, da “ultima spiaggia”; cioè dopo aver ten­tato alte forme d’aiuto ed esserne rimaste deluse.

Una motivazione molto potente per iniziare e proseguire la psicoterapia è rappresenta dalla speranza di riuscire ad alleviare i sintomi e di risolvere i problemi.

E’ molto importante che il terapeuta valuti con at­ten­zione con quali emozioni il paziente arriva in psicoterapia e il livello di motivazione al cambiamento.

Le emozioni spingono le persone a selezionare dei com­porta­menti, che permettono di raggiungere determinate mete psicologiche e fisiologiche. Di conseguenza i motivi di un de­terminato comporta­mento possono essere compresi meglio at­traverso l’osservazione delle emozioni che l’accompagnano.

La motivazione a scegliere, a fare, ad agire è un processo complesso formato da molte variabili. La motivazione alla psicoterapia può essere valutata osservando quanta energia, quanto impegno e coinvolgimento investe la persona nel percorso terapeutico.

Il coinvolgimento terapeutico implica che il terapeuta si debba rendere conto di determinati vissuti del cliente:

– se riconosce i suoi problemi oppure porta una sofferenza gene­rica e non ha nessuna idea di che cosa cambiare;

–  se è consapevole di quello che bisogna cambiare, ma non cono­sce il modo con cui farlo;

– se considera la relazione terapeutica compatibile con i suoi bi­sogni e aspettative.

Come indicatori della partecipazione motivata del paziente alla terapia possono essere considerate pure l’elaborazione di mete reali­stiche, la comunicazione di informazioni, la manife­stazione della volontà di cambiare.

Per sostenere la motivazione del paziente occorre costruire una solida relazione terapeutica, attraverso cui il terapeuta rinforza l’impegno e la determinazione del pa­ziente nel portare avanti il processo terapeutico, anche quando esistono degli ostacoli che ne impediscono la prosecuzione.

Un terapeuta accogliente, empatico, trasmette dei messaggi rela­zionali importanti per creare motivazione e mantenere ele­vata la partecipazione.

Anche il ruolo di “esperto” attribuito al terapeuta può avere la sua influenza nel motivare i clienti a seguire prescrizioni e compiti terapeutici.

Non bisogna dimenticare che uno degli elementi su cui si basa il processo terapeutico è la libera scelta del paziente, priva di coerci­zioni o d’interferenze arbitrarie, di accettare la rela­zione con il tera­peuta.

I pazienti che scelgono la terapia sono motivati a cambiare o perlomeno sono disposti a impegnare energie, tempo e de­naro per dare modo al terapeuta di aiutarli. In questo senso il terapeuta aiuta il clienti ad aiutarsi.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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Una risposta a Motivazioni alla cura e al cambiamento – Gilberto Gobbi

  1. Antonella ha detto:

    Il mio problema è che uscendo dalla grandiosità mi son ritrovata dinanzi una mon tagna da scalare.I problemi sono ancora tanti,il nucleo è riconoscere la mia dipendenza affettiva ,per viverla ed elaborala.Ma mi sono molto scoraggiata,oltre a stanchezza psicologica,sono subentrate anche delle enormi resistenze e difese,la mia mente ha messo una censura all’incoscio,una barriera che solo col pensiero non riesco ad abbattere.Sono,triste perchè vorrei una soluzione consona all’impegno e la passione con cui ho fatto terapia per tanti anni.Mi sento arrabbiata però anche con la terapia,un senso di delusione,forse perchè avevo riposte dele aspettativetroppo alte o anche perchè credevo che i miei problemi eraono più sepmlici da risolveri(anoressia,narcisismo,DOC,ipocondria).Mi sembra di ttendere un miracolo!

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