Comunicare nella coppia – 13. Messaggi differenti – Gilberto Gobbi

Comunicare nella coppia – 13. Messaggi differenti – Gilberto Gobbi

Comunemente intervengono nella comunicazione mezzi diffe­renti, che concorrono all’emissione di uno stesso messaggio in quella circostanza o trasmettono, ciascuno nella sua specificità, messaggi di tipo diversi. Nella situazione divengono, quindi, mezzi, che facilitano l’interpretazione da parte del ricevente. Vi sono, infatti, dei messaggi che non potrebbero essere espressi con la parola: è il caso dello sguardo significativo, che ha una sua pregnanza e travalica qualun­que parola o lungo discorso esplicativo.

A volte, però, vi è disgiunzione tra il messaggio verbale e il con­tenuto di quello gestuale, o anche tra il contenuto verbale e i mezzi paralinguistici, come il tono della voce, che modificano il significato delle parole. Si vuole ricordare che non sempre vi è sincronia tra i vari lin­guaggi, per cui vengono emessi dei doppi messaggi, cioè, con le pa­role si afferma, mentre con  l’atteggiamento del corpo e/o con la voce si nega quanto affermato.

Il doppio messaggio crea notevoli disguidi, confusione e insicu­rezza nell’ambito relazionale in generale, in quella di coppia ed ha conseguenze nefaste nell’ambito educativo. Al bambino, infatti, ven­gono detti contemporaneamente più contenuti contrastanti tra di loro, per cui si trova a dover decidere in mezzo a due fuochi, a due comandi in contrasto tra di loro e non sa come comportarsi. Ciò destruttura e crea molta insicurezza. Non vi è peggiore ambiente educativo di quello in cui domina l’ambiguità dei modelli di comportamento, in cui la co­municazione è conflittuale.

Differenza tra contenuto emesso e  contenuto ricevuto

Si pone il problema di quale contenuto passa dall’emittente al ri­cevente. Noi sappiamo, infatti,  che l’emittente ha l’intenzione di emettere un messaggio, che viene elaborato mentalmente ed emesso attraverso i vari mezzi. Il messaggio entra nello spazio del ricevente, che lo riceve e  può avere disponibilità d’ambiente e psicologica a decodificarlo attraverso i suoi filtri conoscitivi ed affettivi.

Quando noi comunichiamo, emettiamo un contenuto, che può es­sere diverso da quello che il nostro interlocutore recepisce e decodi­fica. Cioè, non tutto ciò che viene da noi emesso arriva al ricevente, specialmente se ci sono interferenze, che vengono chiamate rumore.

Il rumorenella comunicazione è qualunque cosa di involontario, che disturbi la decodificazione del messaggio. Può manifestarsi sia a li­vello tecnico come la lontananza dalla fonte, sia a livello semantico, per esempio, la distorsione del significato del messaggio dovuta a diffe­renze o incompatibilità di codici linguistici, culturali, psicologici, ecc., sia a livello emotivo. Nella comunicazione della coppia i rumori possono essere diversi: è fondamentale identificarli e dirseli per l’efficacia comunicativa

 

 

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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