Comunicare nella coppia – 10.Il linguaggio cinetico – Gilberto Gobbi

Comunicare nella coppia – 10.Il linguaggio cinetico – Gilberto Gobbi

La persona emette e riceve messaggio dai vari movimenti del corpo, che sono mezzi con cui si comunica e che fanno parte del lin­guaggio cinetico. Essi riguardano tutta la persona o parte di essa, come i movi­menti degli occhi, degli angoli della bocca o la mimica facciale, delle mani, delle braccia, delle gambe, dei piedi.

Vi sono alcuni movimenti del corpo che sono stati codificati nel tempo, per cui da un soldato ci si attende un andamento marziale, da un marinaio ondeggiante, in chiesa un comportamento raccolto, ad un concerto una postura corporea che indichi attenzione e coinvolgi­mento.

Nel passato, in alcuni ceti sociali, si curava molto l’educazione del bambino circa i movimenti e la postura del corpo, come espressione non solo di ga­lateo, ma anche di controllo di sé e dei propri stati emotivi.

Come dimostra l’esperienza, il corpo con i suoi aspetti cinetici partecipa in forma totale alla comunicazione. Vediamo quelli che sono i più presenti nella relazione di coppia e della famiglia.

Il modo con cui viene tenuta la testa è spesso considerato un se­gno  del carattere se non del ceto sociale. Di solito si interpreta come segno di timidezza quando è inclinata, di fierezza quando è diritta, di estraniamento quando vi è “il naso per aria”.

Ognuno si è trovato in situazioni in cui non sapeva dove collo­care le mani e come tenere le gambe. L’impaccio della situazione o il trovarsi a proprio agio sembrano venir comunicati dai movimenti de­gli arti inferiori e superiori (mani in tasca, tese, che si stropicciano; gambe rigide o accavallate), come pure dal modo con cui la persona si mette a sedere o modifica la posizione a seconda dell’emotività vissuta nel corso della conversazione.

Gli stessi gesti fatti con le mani e con le braccia possono avere significati più formali, la cui interpretazione ha avuto una sua codifi­cazione nel tempo, come: grattarsi la testa indica perples­sità, muovere un dito velocemente durante la conversazione significa “sto cercando la parola giusta”, porre il pollice verso il basso ha si­gnificato negativo; così pure sono ben noti i significati di tanti gesti ingiuriosi.

Molti gesti sono la manifestazione di una realtà interna, che si ri­flette fuori, come: il dito che batte nell’aria o sul tavolo indica ansia, il fendere con forza è rafforzamento del concetto espresso verbal­mente, il calpestare con violenza il pavimento esprime rabbia, do­lore, ecc.

Vi sono, poi, molti movimenti del viso, che sembrano inequivo­cabili e universali nell’interpretazione del loro messaggio, invece sono determinanti culturalmente; per esempio, mostrare la lingua in Italia è un gesto infantile di sfida, in Cina è un modo di riconoscere che è stato fatto un passo avanti.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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