Comunicare nella coppia – 7. Il linguaggio visivo – Gilberto Gobbi

Comunicare nella coppia – 7. Il Linguaggio visivo – Gilberto Gobbi

 Un’informazione data per iscritto è limitata e circoscritta, mentre quella presentata personalmente a voce coinvolge un aspetto della comunicazione, che riguarda gli stessi individui che interagiscono: l’essere presenti.

Il vedere la persona amplia sia nell’emittente che nel rice­vente l’alone del messaggio, a cui vengono attribuiti significati, ap­punto, connessi all’aspetto fisico della persona: il suo modo di pre­sentarsi, oltre la sua gestualità e l’uso della voce.

Il suo aspetto, gli abiti indossati, la tenuta dei capelli, il trucco del viso ed altri aspetti esteriori possono dare informazioni circa il gruppo sociale di appartenenza, oltre che fornire (consciamente e in­consciamente) l’immagine di sé. Ogni persona tende a proiettare agli altri la propria immagine o almeno quella immagine che desidera che gli altri percepiscano.

L’aspetto esteriore può divenire simbolo d‘identità personale, in quanto la gente viene attratta dall’esteriore e tende consciamente  ad attribuire ad esso altre caratteristiche positive e/o negative, che ma­gari non vi sono. Vi è l’abitudine di collegare  caratteristiche della personalità al fisico e all’aspetto esteriore, tramite stereotipi, che condizionano notevolmente la comunicazione interpersonale.

La presentazione esterna della propria immagine è un fenomeno psicologico non trascurabile: vi è la tendenza a farsi influenzare da quello che gli altri si aspettano da noi. Sembra che l’aspetto e gli atteggiamenti del volto e del capo siano correlati a tali attese, per cui col passare degli anni, l’ansia e la distensione, l’umore negativo e l’atteggiamento positivo si riflettono nell’espressione del viso e re­golano la presentazione dell’immagine di sé. Certe rughe sul viso, i solchi al fianco della bocca, una postura curva, trascinata, possono essere il risultato di atteggiamenti psicologici interiori. Sappiamo che il sorriso interiore produce il sorriso esteriore. Ognuno, nella relazione di coppia, è coinvolto in queste dinamiche comunicative, che condizionano fortemente il clima psicoaffettivo del nucleo familiare.

Il fatto è che siamo costantemente posti di fronte al linguaggio visivo, che ci permette la lettura, reale o distorta, delle emozioni e dei sentimenti delle altre persone. Da ciò emerge che occorre una certa cautela nel for­mulare giudizi, che possono rivelarsi falsi perché  fondati prevalen­temente sul linguaggio visivo e sulla sua interpretazione.

Nel linguaggio visivo vi è un aspetto privilegiato della comunica­zione, quella degli occhi che parlano, che sono lo specchio dell’anima e che riflettono l’esperienza soggettiva.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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