Una lettera

UNA LETTERA – Gilberto Gobbi

“I figli cambiano secondo modalità,

che non sono le nostre”. (G. G.)

 Molti anni fa, una giornalista del giornale l’Arena mi passava una lettera arrivata alla redazione, perché dessi una risposta. Era la lettera di una madre che chiedeva aiuto. La Signora scriveva:“Mi scuso in anticipo per l’omissione della firma; forse per questo non servirà a niente, ma voglio fare un altro tentativo (sono una mamma) per chiedere un ulteriore aiuto, un consiglio.

Sottopongo a voi un problema di molti (moltissimi) genitori perché, se volete, avete gli strumenti e la possibilità di interpellare le persone giuste e rispondere sul giornale.

Ecco la disperata domanda. Cosa dobbiamo fare noi mamme, noi papà, con un figlio che abitualmente fuma spinelli. Siamo famiglie normali, lo abbiamo cresciuto nei valori umani e cristiani, parlando con lui anche di queste cose, a volte anche minacciando (castighi).

Lui lavora, fa una vita normale, ma per noi è un’ossessione. Ogni dialogo diventa scontro, perché lui paragona gli spinelli al semplice fumo di sigarette o a qualche bicchiere di vino, solo che questi ultimi sono legali.

A volte siamo terrorizzati, non sappiamo a chi chiedere consiglio sul nostro comportamento, proviamo spesso con le buone, ma forse ha ragione il padre che vuole buttarlo fuori di casa?

Chiedo disperatamente un parere competente, lo so che non esiste una ricetta sicura, ma non posso far finta di niente e nemmeno avere in casa in continuazione scontri, sospetti e litigi forti.

Vi ringrazio di cuore se capirete l’angoscia e il bisogno di una risposta per e (sono sicura) tantissimi genitori nella nostra situazione. Grazie e spero”.

Mi sono sentito di dare la seguente risposta.

Le famiglie, che vivono la sua e vostra situazione, in questi ultimi anni, si stanno moltiplicando. L’uso dello spinello, come rito di gruppo e forma di passatempo, è diffuso. Di norma i genitori sono gli ultimi a venirlo a sapere e si trovano indifesi e impotenti di fronte alle giustificazioni dei figli e alla mentalità che è continuamente in aumento. Suo figlio usa in forma provocatoria le giustificazioni del suo comportamento, proprie di anni di propaganda che hanno creato la mentalità, per cui lo spinello è innocuo.

Alla domanda che lei pone: “Che cosa fare di fronte a un figlio maggiorenne che abitualmente fuma spinelli”, come lei giustamente afferma “non vi sono ricette sicure” e preconfezionate. Tutti, compresi gli esperti, possono suggerire soluzioni diverse, alcune volte con una certa sicurezza. Personalmente, da una vita mi occupo di problematiche familiari e dei processi educativi, mi permetto di affermare che vi sono degli suggerimenti generali, che non è possibile applicare in ogni situazione, perché ogni nucleo familiare vive le proprie problematiche, ha creato una sua modalità relazionale ed educativa ed ha elaborato una serie di strategie per affrontare le varie difficoltà. Ogni famiglia ha una sua storia relazione.

Il figlio, in questo caso, è maggiorenne e può mantenersi. Superando i sospetti, i litigi e gli scontri, voi, come coppia, padre e madre, assieme, potete prendere la decisione di allontanarlo da casa, ma dovete essere uniti e concordi, senza successivi ripensamenti, che possano creare fratture irreparabili tra voi. Ha da essere allontanato con la porta aperta.

Altrimenti va accettata la situazione della convivenza, in cui, pur esprimendo il vostro dissenso, ma senza un clima di conflittualità, il figlio si senta parte integrante della famiglia e coinvolto nella varie scelte, senza sentirsi un appestato.

Di norma, nessuno gli può cambiare le idee, se non lui stesso che con decisione e determinatezza stabilisce di interrompere l’abitudine di fumare spinelli. La motivazione deve nascere all’interno di lui, da convinzioni profonde, altrimenti potrà smettere per un periodo e poi, per circostanze varie, riprendere. Non si è falliti come genitori se un figlio si comporta in questo modo: è grande e si deve assumere le sue responsabilità.

Per avere consigli ed essere aiutati vi sono varie strutture, tra cui i consultori familiari e i sert, collocati sul territorio, che tra i vari compiti hanno anche quello di aiutare le persone e le famiglie  in situazione di disagio.

Spesso l’aiuto va dato a noi adulti, per permetterci di affrontare con più serenità le problematiche, che i figli, diversi dal nostro pensare e agire, possono provocare.

Già affrontare con maggiore serenità è un cambiamento. I figli, poi, cambiano secondo una loro modalità, che spesso non è la nostra e spesso tarda rispetto ai nostri tempi.

So di non averle dato una risposta, ma solo condivisione nella sua e vostra sofferenza.

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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