Negli occhi il desiderio di bene

Ieri mi è arrivata una mail da Pier Paolo, che accompagnava due articoli di A. D’Avenia- Uno è già stato pubblicato, l’altro prossimamente. Per ora ritengo di farvi dono di quanto Pier Paolo mi ha scritto per  la sua cara e sentita testimonianza di affetto.

Ciao papà,

ci vediamo oggi, ma stavo mettendo a posto il computer e ti mando due articoli di Alessandro D’Avenia, da Avvenire, che avevo salvato, magari
vanno bene per il blog. Uno è sull’inizio della scuola, l’altro è sulla domanda
di gioia che hanno i ragazzi. Mi è venuto da rileggerli insieme in questi giorni, anche per le tante lettere che ho letto su “il giornale” di tradimenti coniugali, strategie per tenere vivo il rapporto, ecc. e per le solite polemiche di avvio sulla scuola, i precari, il coordinamento ecc. Mi è venuto da rileggerli insieme,  pensando ai nostri figli, ai tanti bambini che hanno ripreso la scuola e li vedi che quasi tutti si affollano ai cancelli con negli occhi il desiderio del bene, sicuri di trovarlo.

E quando stanno per entrare a scuola si voltano verso i papà e le mamme e sembrano chiedere loro: “Vero che è così? Dimmi che vale la pena vivere, che la vita è bella, anche con le sue fatiche”.

Sono i bambini che ci guardano e vorrebbero incontrare degli insegnanti  che,  anche quando spiegano scienze o una terzina di Dante, si vede che nella loro vita sono “toccati” da qualcosa di più grande del cinismo e la rassegnazione, che non hanno paura di mostrarlo, lasciando agli allievi la vera libertà di scoprire nel tempo per cosa sono fatti, per cosa vale la pena vivere. Non era questo la domanda di Dante? E il senso della matematica?

Sono i figli che guardano la storia d’amore del papà e della mamma e vorrebbero vedere che non  inseguono nuovi e sempre diversi
“tocchi” virtuali o reali, ma sanno vivere ogni giorno l’avventura
della propria relazione, chiamandola sempre con il  nome di una bella ragazza,  chiamata “speranza”.

Come figlio, sento questo il dono più grande.

Pier

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Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136
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