Annotazioni: L’esperto

L’esperto

Gilberto Gobbi

 


E un periodo di specialisti.  In ogni campo si impone costantemente la consultazione dello specialista, di colui che offre la soluzione immediata e a basso costo psicologico.

Faticare il meno possibile, aver la ricetta preconfezionata, delegare. Il costo economico è già nel preventivo.

Ciò è prassi normale nell’ambito economico e tecnologico (produttivo-organizzativo) e si sta estendendo in quello psicologico, pedagogico, educativo, rieducativo. Si richiedono soluzioni preconfezionate, con esito sicuro e immediato.

Il rischio è che anche nell’ambito educativo e psicopedagogico spuntino come i funghi, si ergano e si impongano grandi e piccole cattedre, da cui “esperti” e “tuttologi” propongano ricette, consiglino, offrano verità incontestabili e incontestate.

Sui figli altrui tutti si sentono maestri.

Freud affermava che fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. E’ una verità lapalissiana, con cui ogni generazione di genitori si confronta e si scontra. Generare, crescere un figlio, educarlo, permettergli di crescere e maturare, secondo le sue line evolutive, sono processi complessi, che richiedono “specialisti”. La complessità va sempre commisurata con le strutture di base delle singole individualità, con le dinamiche interattive tra genitori e figli, con i processi relazioni psicoaffettivi, con il tessuto  sociale, con le epoche storiche.

Malgrado la complessità, lo specialista, l’esperto dell’educazione resta sempre il genitore: nella sua genitorialità psicoaffettiva, nessuno lo può sostituire.

Chi è l’esperto? E’ colui che sperimenta, prova facendo esperienza. Come tale viene a conoscenza della realtà, acquisisce ogni giorno nel corso della vita un insieme di cognizioni e di coinvolgimento della crescita e della maturazione del figlio e della crescita e sviluppo di sé come genitore e come adulto.

Chi è l’esperto della funzione genitoriale e del ruolo educativo connesso? Chi  ne fa l’esperienza quotidiana,  nel concreto. Gli altri dovrebbero essere di supporto, di stimolo, di aiuto a riscoprire la funzione genitoriale, a trasformare le responsabilità della maternità e della paternità in un compito, che possa essere affrontato con un minimo di piacere e di rispetto di sé, di coloro che scelgono di diventare genitori.

Nell’ambito del nucleo familiare il  genitore opera a tre livelli: come genitore, come figlio, come adulto.

– Come genitore è l’esperto dell’educazione dei figli, cercando di creare un ambiente familiare che li faccia crescere e offra occasioni per acquisire valori relazionali e affettivi, che li proietti a saper vivere la vita.

– Come figlio dei propri genitori è legato ai ricordi, alle aspettative, agli schemi, ai modelli, alle sofferenze, alle speranze connessi alla propria storia familiare. L’influenza dei propri genitori sul modo di svolgere la funzione genitoriale è più importante di quanto si pensi.

– Come adulto ha degli interessi e dei bisogni, che cerca di soddisfare insieme con altri adulti condividendo l’esperienza del quotidiano.

L’occasione prima di imparare fare il genitore è stata accanto e osservando i genitori. Si è imparato che cosa essi  apprezzavano, ciò che rifiutavano e in che modo si prendevano cura di se stessi. Sono stati modelli di comportamento e acquisizione di valori e disvalori, che sono penetrati nel tessuto comportamentale, nei confronti dei quali l’attuale genitorialità si confronta.

 Le radici sono quelle, che si voglia o no. La storia personale in famiglia si colloca come elemento costitutivo dei processi educativi, con atteggiamenti e valori di origine culturale, consolidati dall’abitudine. Vi può essere la propensione a vivere con i propri figli i modelli della propria infanzia, un continuum che è nel contempo comune e comprensibile. E’, però, entro tale contesto che  occorre diventare esperti dell’educazione dei propri figli nella complessità della realtà d’oggi.

L’esperto, psicologo e/o psicopedagogista, può assumere una funzione fondamentale nell’attivare, stimolare dinamiche, che facilitino i genitori nell’acquisizione dei loro compiti, nel proiettare possibili modifiche di atteggiamento e comportamentali per creare un clima psicoaffettivo familiare confacente alla crescita dei vari membri, nel ricreare spazi in cui i genitori si confrontino e non ricerchino le ricette preconfezionate, del “tutto e subito”.

La formazione dei genitori è un ambito che richiede capacità relazionali, senso della concretezza, visione della realtà psicosociale, accettazione delle situazioni e delle persone. Sono le persone che vivono la relazione  coniugale e genitoriale e che esperiscono nel quotidiano  le difficoltà di vivere i tre livelli, che intrinsecamente sono connesse tra di loro (genitori, figlio, adulto).

La formazione dei genitori parte dalla concezione che l’esperto dell’educazione del proprio figlio è il genitore: le istituzioni e i loro operatori sono create al servizio della famiglia. Il genitore non può rinunciare alla presenza primaria nella vita del figlio e alla prerogativa di trasmettergli i suoi valori.

Informazioni su gilgobbi

Psicologo-Psicoterapeuta-Sessuologo clinico Lavora a Verona, nel suo studio Kairòs di Viale Palladio, n. 10 Tel. 0458101136 - 3482628125
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